Cosa facciamo

Questo è il nostro manifesto, in cui raccontiamo cosa facciamo e in cosa crediamo, a cosa lavoriamo per noi e, quindi, anche per voi. Noi siamo quello che mangiamo e che facciamo (anche metaforicamente), siamo ciò che pensiamo e ciò in cui crediamo. Per questo è importante che le nostre scelte di vita siano consapevoli, che non scarichiamo sugli altri il compito di fare la cosa giusta, e che ciò che facciamo sia anche ciò che ci piace. Questo non significa lasciare cadaveri lungo la strada pur di ottenere qualcosa; significa invece non aspettare che qualcuno lo faccia per noi e non sperare che il mondo cambi da sé.
Ognuno, nei suoi rapporti con l'uomo e la natura, deve essere un'espressione definita della sua vera vita individuale, corrispondente all'oggetto del suo desiderio.
(Karl Marx)

Coltiviamo le nostre passioni.


L'entusiasmo, l'allegria, la soddisfazione: tutto deriva dalla passione. Coltivare una passione, i propri interessi, un semplice passatempo è la cosa migliore che possiamo fare per noi stessi, anche quando tutto sembra remare contro. Noi l'abbiamo fatto per dieci anni nei nostri blog, parallelamente alle nostre vite banali, fatte di lavori sicuri ma noiosi o precari e noiosi. L'abbiamo fatto a volte in silenzio o nonostante le critiche e le derisioni (se non ci guadagni, perché lo fai?), perché le passioni hanno questo potere. E abbiamo fatto bene, perché grazie alle nostre passioni comuni ci siamo conosciuti.
La sinergia è l'azione combinata e contemporanea, la collaborazione, la cooperazione di più elementi in una stessa attività, o per il raggiungimento di uno stesso scopo o risultato, che comporta un rendimento maggiore di quello ottenuto dai varî elementi separati.

Coltiviamo la vita.


È bello ridere, ma quanto è difficile a volte. Ci capita di odiare qualcuno, adesso però non sapremmo dire chi, perché sono sfoghi momentanei che aiutano, ma neanche sempre. Sarebbe meglio vedere le cose sempre in positivo, saperci entusiasmare ancora e soprattutto non pensare sempre che qualcuno ci stia ostacolando. E se succede gli facciamo lo sgambetto, e poi giù a ridere! No, non è semplice riuscire a ridere nella vita, ma tentare non nuoce mai. Anche essere gentili, e all'occorrenza irremovibili, può essere un buon rimedio contro le erbacce. Tagliare i rami morti, infine, e coltivarne di nuovi, canticchiare, ma soprattutto sapere sempre che vita vogliamo e poi iniziare a camminarci. Il nostro trucco per sapere che vita vogliamo? Semplice: andiamo per tentativi.
Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama!
(Seneca, lettere a Lucilio)

Abbozziamo la decrescita.


Rallentare ti salva la vita e te la fa godere di più. È come andare in bicicletta o a piedi e cogliere più dettagli di ciò che ti circonda: non raggiungere una meta, ma godersi la passeggiata, questo è il bello. Nel frattempo chiacchieriamo, ma mica sempre, a volte infatti riflettiamo in silenzio sull'impossibile, come se non ci fosse un domani. Amen. A casa facciamo cose che richiedono tempo, anziché comprarle già fatte: il pane, lo yogurt, i detersivi, i rimedi per l'orto. E abbiamo scoperto che dietro ognuna si nasconde la vita: se non la vedi non ci credi, e riduci tutto ad un oggetto in tuo possesso. Sappiamo che là fuori spingono per farci uscire, ci promettono che anche noi diventeremo belli e sorridenti, e ci attirano con ogni sorta di offerta speciale, ma noi non ci caschiamo, e semmai usciamo dal retro.
Non mi vanno le leggi, la morale, la religione, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società.
(Charles Bukowski, A Sud di nessun Nord. Storie di vita sepolta)

Sposiamo l'ecosostenibilità e l'orto naturale.


Nel nostro piccolo cerchiamo di fare la nostra parte. Abbiamo unito le nostre abitudini sane e ne abbiamo aggiunte altre, per ridurre il nostro impatto sul mondo. Per questo il nostro orto è un orto naturale, in cui non usiamo concimi chimici o metodi violenti, ma solo prodotti che derivano a loro volta dalla natura e dal nostro orto. E per questo ci presentiamo nel negozio di ortofrutta coi sacchetti dell'umido, così non prendiamo quelli di plastica dal rotolo; e ci portiamo appresso le bottiglie di vetro o le borracce per bere (che suscitano sempre scompiglio nei musei con guardia giurata all'ingresso). Gradualmente, alle nostre scelte di vita ne aggiungiamo nuove eco-sostenibili che possiamo fare nella quotidianità; perché anche a noi hanno insegnato che il consumismo è progresso, e toglierci di dosso ogni singolo granello di questa valanga di stronzate non è cosa semplice. Ci aiuta credere nell'informazione e nella rivoluzione permanente.
Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
(Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders)

Coltiviamo l'orto.


L'orto è stata una bellissima idea, nata quasi come fantasia infantile, e rafforzata dal fatto di avere a casa un rettangolo di terra libero, fra un albero e l'altro. Poteva restare solo un modo relativamente economico ed ecologico per procurarci da mangiare, sempre per la storia delle scelte di vita coerenti. Poteva essere un semplice passatempo per i pomeriggi in cui al cinema non ci sono film interessanti; o per quando nonostante il sole non c'è abbastanza caldo per andare in bici. Invece ci ha presi con sempre più trasporto, incuriosendoci e spingendoci a imparare cose nuove. L'orto è diventato una terapia per una giornata sbagliata, una fonte di storie, un documentario sulla natura, un angolo segreto in cui fare progetti e fantasticare. Un passatempo utile e ecocompatibile, certo, ma è anche un modo magico per ricominciare a crederci, a sognare e a sorridere. E poi, sì, fa sudare e vale come attività fisica moderata o intensa da scrivere sulla scheda della nutrizionista. Perché mangiare biologico di stagione non basta, per vivere sani bisogna muoversi.
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
(Confucio, filosofo cinese)
E tu? Cerchi di vivere secondo la tua natura? Hai già chiare le tue scelte di vita? Vuoi che qualcuno ti dia da mangiare chissà cosa, o vuoi imparare a coltivare il tuo cibo e le tue passioni personalmente? Lo fai già? Parliamone.