domenica 1 ottobre 2017
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Orto a settembre: triste e malinconico ma saporito.

Settembre si divide in tre parti: prima delle vacanze, durante le vacanze e dopo le vacanze. In tutte e tre la tristezza ha regnato sovrana. Complice? Il freddo? Sicuramente il tempo è cambiato, pioggia, cielo grigio e chissà cos'altro c'era nell'aria che mi ha abbattuta così tanto. Uno stacco così netto, una frattura così profonda con il mio umore, la mia energia e il mio entusiasmo di agosto non l'avrei mai mai mai immaginata! Lentamente mi sono ripresa, ma forse non al cento per cento.


L'orto a settembre ha detto ancora e ancora.


L'orto a settembre doveva chiudere i battenti, ma non è stato così: abbiamo raccolto due enormi cappucci, e scoperto che i semi della bustina erano scaduti due anni fa. Quindi non è colpa mia se di quindici semine solo sei sono venute su bene, giusto? Ho tolto tutti i pomodori definitivamente prima delle ferie (perché avevo tagliato loro tutte le foglie??); i fagiolini delle fragole sono pronti; la terza semina di fagiolini e fagioli (in luogo delle patate) cresce, idem il cavolo romano e la verza. I cavoli neri li ho spostati dall'ombra perché... non avevamo detto che lì in autunno-inverno non batte mai il sole? Ecco. Al loro posto ci ho lanciato il coriandolo, tanto ormai che ci facevo? Le talee di lavanda e rosmarino languono, ho senz'altro sbagliato qualcosa. Tagete e calendula invece sono splendidi. Prima delle vacanze ho coperto due piantine di basilico con una busta di plastica (le altre le ho raccolte), e la stevia, perché anche lei teme il freddo; ho coperto le melanzane con un tunnel di plastica: quelle continuano a far fiori e poi frutti, e chi sono io per fermarle? Le adoro!

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E ancora e ancora.


E ancora: la rucola è un bosco, carote e porri sembrano sani, gli spinaci non ne vogliono sapere di nascere, finisce che li lancio come ho fatto col coriandolo; abbiamo raccolto peperoni (due), le due zucche che Alli dice che sono ornamentali (ma dobbiamo scoprire se ornamentale è uguale o diverso da commestibile); fiori di zucca, zucchine, i meloncini e... L'esperimento più sperimentale di Alli: le arachidi. Ok, ne ha raccolte solo venticinque, però che bello! Raccolti fagiolini, fagioli (due-tre baccelli per volta, da ridere!), a fine mese un altro cappuccio bellissimo, mentre l'altro (l'ultimo) l'ho protetto con una rete, sembra che le lumache si siano svegliate, l'orto ne è pieno. Infine ho salvato Melissa dalle grinfie di origano: l'ho messa in vaso, da sola, ho tagliato tutti i rami secchi e ora è piena di nuove foglioline verdi, un amore al profumo di limone.

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Una ricetta buonissima.


È stato bellissimo quest'estate e ancora adesso mangiare il frutto del nostro lavoro: stupendo uscire verso sera, al momento di preparare la cena, per andare a prendere gli ingredienti nell'orto. Qualche foglia di cavolo, qualche altra di rucola (è piccantissima), l'ultimo pomodoro, ancora melanzane. Bellissimo.

Per le polpette di melanzane io le taglio a cubetti, le sbollento un po', aggiungo qualche foglia tritata di altra verdura (rucola, spinaci), e sicuramente qualche fogliolina della nostra saporitissima menta valdostana. Aggiungo fagioli borlotti lessati e pestati grossolanamente. Se serve e quanto serve, mescolo con un po' di pane grattugiato o di semi di sesamo, o entrambi e creo le palline che rotolo ancora un po' nel pane o nei semi. Rimangono perfette senza altri ingredienti, giuro. Io le cuocio in forno e deve essere già caldo a 200°, le metto su una teglia o in una pirofila unta d'olio, se riesco le faccio un po' rotolare nell'olio che le insaporisce ancor di più. Ah, non scordate il sale, io a volte lo scordo! Le lascio in forno non più di trenta minuti, a volte anche solo venti. Sono morbide e buonissime anche senza salse, ma fate voi.