giovedì 15 febbraio 2018

Nell’orto con Maria Devigili.


Con l'intervista a Maria Devigili, stasera ritorna l’intervista in diretta; ma invece della palude, ora siamo in un orto. Siamo Elle e io, che con l’intervista in diretta ci siamo conosciuti, e presentiamo un’amica quale Maria Devigili, cantautrice di Trento con il suo terzo disco appena uscito. Tempus Fugit, un disco con una tematica importante per noi qui nel web, sempre di corsa, sempre connessi: il tempo. Il tempo nell’ampia accezione di mutevolezza, memoria, nostalgia; non tempo uguale denaro, come ci hanno inculcato, obbligati a guardare sempre l’orologio; tra lavoro, famiglia, hobby, web... un tempo tiranno. La Devigili, richiamando la saggezza della filosofia latina, con Tempus Fugit ci vuole mettere in guardia, con ironia e spirito rock’n’roll.

Così, in dieci pezzi freschi e diretti, a tratti giocattolosi, a tratti classico cantautorato voce e chitarra, Maria mette in scena il suo terzo disco ufficiale. Il secondo con la Riff Records (il primo era stato La Trasformazione) e Cardio Productions. Mi piace ricordare che la mia prima intervista in diretta, sul mio vecchio blog nel lontano 2008, era stata con una produzione Riff Records (erano i bolognesi Phidge), e che con questo Tempus Fugit la label bolzanina è arrivata al disco numero 50. Un bel traguardo per un’etichetta indipendente, da festeggiare come si deve. Se permettete iniziamo qui questa sera. Pronti?

Come funziona l'intervista in diretta.


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Potete ascoltare il disco su bandcamp e seguire Maria Devigili su facebook.


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183 Commenti

  1. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:32 .
    Ciao a tutti, benvenuti nell’Orto.
  2. Elle 15 febbraio 2018 a 21:32 .
    Cucù…
  3. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:33 .
    Benvenuti per la prima intervista in diretta nell’Orto di Elle e Alli.
  4. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:33 .
    Abbiamo commentato insieme …
  5. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:34 .
    C’è Maria Devigili? … pronta?
  6. Elle 15 febbraio 2018 a 21:34 .
    Telepatici ahahah!
  7. Maria 15 febbraio 2018 a 21:34 .
    cucu ci sono!
  8. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:35 .
    Io intanto metto su il disco, che dici Elle?
  9. Elle 15 febbraio 2018 a 21:35 .
    Sì, sì, metti su il disco. Siamo qui per questo.
    No va be’, anche per sentire le risposte di Maria Devigili ?
  10. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:36 .
    Ciao Maria, benvenuta nell’Orto.
  11. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:36 .
    Ecco Maria! Benvenuta nell’orto di Elle e Alli!
  12. Maria D. 15 febbraio 2018 a 21:37 .
    ah ok ? CIAOOOO
  13. Diego Alligatore 15 febbraio 2018 a 21:38 .
    Sono un po’ emozionato, non so voi … tra l’altro oggi è la data di uscita del disco.
  14. Maria D. 15 febbraio 2018 a 21:39 .
    ehh siiii sii. scusate, mi ero persa a curiosare sul sito ?
  15. Elle 15 febbraio 2018 a 21:40 .
    Anche io sono emozionata, esce il disco e noi lo presentiamo in diretta… ansia da prestazione esci da questo orto!
  16. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:40 .
    come state?? buono il teroldego? mannaggia come mi manca
  17. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:41 .
    Be’, visto che è la prima siamo un po’ lenti, ma un po’ alla volta ci riprenderemo… so Maria che ti piace l’agricoltura, magari parleremo anche di questo.
  18. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:41 .
    ahahah il Teroldego ci vuol fare da sottofondo, ma vince la tua musica ?
  19. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:42 .
    si, soprattutto, usufruirne ! ahah
  20. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:42 .
    Sì,sì, buono il teroldego, bevuto con la zuppa piena delle verdure dell’orto …
  21. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:42 .
    oh ma che gola
  22. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:43 .
    Io farei partire il disco, e se vuoi inizierei a parlarne … va bene?
  23. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:44 .
    Ally tra i giurati del Premio Tenco?? ma dai
  24. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:44 .
    Disco partito. Parti con le domande. Io riscaldo un piatto di zuppa per Maria ?
  25. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:45 .
    Alli?
  26. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:45 .
    come e’ umana lei….:)
    si struca el boton del disco
  27. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:45 .
    Sì, da qualche anno … con il mio cognome vero, forse per questo non si sa.
  28. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:46 .
    Come è nato Tempus Fugit?.
  29. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:46 .
    ahh io ho partecipato solo con Motori e Introspezioni. chissa’ chissa’ quest’anno
  30. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:47 .
    La maggior parte delle canzoni di Tempus Fugit erano già’ state tutte scritte entro la fine del 2015. Dopo l’uscita de La Trasformazione non pensavo a fare un nuovo album anche se già’ avevo qualche idea. In realta’ ero un po’ sfiduciata…
  31. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:48 .
    Ci sono state molte problematiche legate all’uscita de La Trasformazione, uffici stampa che hanno sbagliato la data di uscita, il mio nome, e anche un errore piuttosto importante avvenuto in fase di stampa del disco. Per farla breve, due pezzi sono stati legati insieme, per cui sul contatore dello stereo compaiono come un solo pezzo. Se uno segue i testi del pezzo poi diventa complicato perché’ il numero delle tracce non coincide con quello che c’e’ scritto sul libretto. Aggiungiamo che uno di questi pezzi sarebbe stato il singolo ?
  32. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:49 .
    Ma l’incontro con Giuvazza, chitarrista di Finardi divenuto poi produttore artistico del disco, e’ stato importante perché’ lui con il suo entusiasmo nei confronti della mia musica mi ha dato, senza volerlo, lo stimolo per continuare a fare nuovi pezzi.
  33. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:49 .
    Un po’ troppe cose fuori posto, vero … spiace.
  34. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:50 .
    Ecco come e’ nato Tempus Fugit. Con un incontro
  35. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:51 .
    Ah, be’ ci credo che eri sfiduciata!
  36. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:51 .
    Bravo Giuvazza!
  37. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:52 .
    Con lui è iniziato un nuovo corso … vedo pure che, curando tu poi molti aspetti, il disco e la promozione è buona.
  38. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:52 .
    ?
  39. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:52 .
    Gli incontri sono importanti. Bravo Giuvazza, chiunque tu sia, perché hai orecchio ?
  40. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:53 .
    Perché questo titolo?
  41. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:53 .
    ahah si’. sto facendo tutto da me, promo , booking, bracciante
  42. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:54 .
    bracciante perche’ te lo spiego alla fine ?
  43. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:54 .
    Tempus Fugit e’ il titolo di una canzone dell’album ed essendo tutte le canzoni in qualche modo legate al concetto di tempo, ho deciso di usare questo titolo.  La tematica della fuggevolezza del tempo, l’ho attinta dalla filosofia latina a cui sono molto legata e che trovo sempre particolarmente attuale. In un secondo momento ho scoperto che Tempus Fugit e’ il titolo di un brano di Bud Powell e di una canzone degli Yes. Mi fa solo piacere perche’ sono artisti che stimo.
  44. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:56 .
    Bello questi agganci a posteriori … voluti in modo incosapevole, zen! ?
  45. Elle
    15 febbraio 2018 a 21:56 .
    Grande ammirazione per Maria, perché fa tutto da sé: musica, parole, promozione, booking (booking??).
  46. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:57 .
    Booking sono trovarsi i posti dove suonare … speriamo di vederla in uno dei prossimi concerti attorno all’Orto!
  47. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 21:58 .
    trovare concerti, booking
  48. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 21:58 .
    Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
  49. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:00 .
    In parte ho risposto con la prima domanda. La maggior parte delle canzoni sono venute tutte insieme. In un secondo momento mi sono resa conto che erano tutte accomunate dal concetto di Tempo. Il tempo come attesa, il tempo come pazienza, il tempo come evoluzione etc.
    Come spesso accade, tutte le cose che scrivo accadono.
    La storia di Tempus Fugit e’ una storia di attesa e pazienza appunto. A fine 2015 avevamo già’ quasi tutto ma siamo andati in studio a fine agosto 2016…Che comunque sono 2 anni fa!.
    Ti chiederai come mai queste tempistiche. Era coinvolta un’altra etichetta. Una piuttosto importante che in qualche modo si mostrava interessata ma che rimandava sempre il momento di dirmi qualcosa.
  50. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:01 .
    Per i più curiosi (come sono io), qui il brano degli Yes, Tempus Fugit.
  51. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:03 .
    Queste etichette cominciano a starmi antipatiche. Anzi le etichette mi sono sempre state antipatiche, ecco.
  52. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:03 .
    Brava Elle, che hai trovato il pezzo … e brava Maria che poi ha pubblicato con l Riff (50 esimo disco), poi ne parleremo …
  53. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:04 .
    Questo invece il brano di Bud Powell, Tempus Fugit.
  54. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:04 .
    Essendo un disco sul tempo (aspettare e fregarsene, vivere il momento, ecc.), mi sembra il titolo azzeccato.
  55. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:04 .
    Quando si coinvolgono più’ persone, e’ facile che anche le tempistiche si dilatino.
    Giuvazza inizialmente voleva seguire tutta la produzione artistica ma poi ha avuto l’occasione di fare un tour con Levante. Per questo non ha potuto seguire il progetto come voleva e ha fatto la produzione artistica di solo 4 brani. Con lui ho lavorato a distanza dato che vive a Torino, ad eccezione di Inconsapevoli
    PS. Grandi gli YES!
  56. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:06 .
    molte cose si sono avverate in effetti
  57. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:06 .
    Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco? … uno dei tanti, essendo stata lunga l’attesa.
  58. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:06 .
    E così abbiamo il trittico dei Tempus Fugit, Alli, lo sai che io col numero tre son fisssata!
    Maria Devigili, Yes e Bud Powell ?
    Bravi tutti e tre!
  59. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:07 .
    ops scusa nn avevo finito
    Dicevo….Inconsapevoli che ho registrato in Piemonte, appunto insieme a lui e Marco Martinetto, bravissimo ingegnere del suono e nello staff live di Finardi Inconsapevoli e’ primo brano che ho composto di tutta la serie di Tempus Fugit. Quando l’ho composto ho pensato che sarebbe potuto essere un pezzo alla Sanremo. Ho chiesto a Giuvazza se voleva arrangiarlo e lui era felicissimo di farlo. E dopo qualche mese mi ha detto che voleva produrmi un album intero. Per questo da li’ ho sfornato canzoni a più’ non posso!
    Comunque il disco e’ stato registrato al Red Room Studio di Vecchiano (PISA) da Luca Matteucci, ingegnere del suono di Bocelli.
  60. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:08 .
    Ah pensa che in concerto metto Tempus Fugit di Bud Powell e Tempus Fugit degli Yes come Outro. sono un po’ megalomane. E chi non lo e’ in fondo in fondo?
  61. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:09 .
    Ah, ah, ah … già, chi non lo è in fondo ?
  62. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:09 .
    A me piace molto Inconsapevoli.
  63. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:09 .
    Domanda sugli episodi.
    Molti episodi naturalmente. Ricordo come una cosa molto divertente quando in studio mi hanno registrato il piede che batteva il tempo (in Ho Visto) In realta’ non e’ una cosa cosi’ inusuale registrare il battito del tempo col piede ma mi ha divertito. Un altro ricordo e’ in fase di post-produzione, nel settembre 2016, ero in vendemmia o raccogliendo mele e Giuvazza mi mandava dei messaggi vocali su whatsapp per chiedermi informazioni tecniche sui pezzi, tipo i bpm etc. E io con una mela in mano e un ramo quasi negli occhi cercavo di rispondere.
  64. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:10 .
    Bud Powell come Intro del mio live e gli Yes come Outro . ?
  65. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:10 .
    Bello questo episodio agricolo … ecco perché sei nell’Orto.
  66. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:11 .
    Mi sembra perfetto, anche per questo.
  67. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:11 .
    di episodi agricoli ce ne sono sempre nella mia vita, specie intorno a settembre…
  68. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:12 .
    Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
  69. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:12 .
    Anche noi avremmo fatto intro e outro in stile megalomane, al tuo posto… Ma riusciremmo a occupare il tuo posto semmai fra le mele (io) e in vigna (Alli), non con una chitarra in mano ahahah
  70. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:12 .
    Sì, mi rispondo da solo: tolgo il fosse ?
  71. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:13 .
    Anche se siamo bravini anche a battere il ritmo col piede ahahaha.
    (ma non abbiamo le faccine qui su wordpress??)
  72. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:14 .
    Alli si auto-corregge ?
  73. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:15 .
    In realta’ questo album non e’ solo un album sul Tempo. Si parla più’ volte anche della perdita delle certezze. Ma non in senso negativo.
    Queste due mie frasi riassumono un po’ cosa voglio dire a proposito “Solo il ritmo dei tuoi passi ti guiderà’” (Arcaico Futuro)
    “E ti guideranno le stelle superstiti” (Superstiti)
    Intendo dire non sono le certezze razionali a guidarci. Quelle si sfaldano facilmente. Ma la musica per me o comunque la fede in qualcosa che va oltre la ragione.
  74. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:17 .
    Io ci metterei anche l’intuito, che se lo sai ascoltare è sempre una certezza.
  75. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:17 .
    Sì, si sente questo nel disco .. il tempo e le sue dinamiche, che non solo lineari, non sono come pensiamo. Si sente molto questo ascoltandolo …
  76. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:18 .
    Cioè.. dico per me..
  77. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:19 .
    ? spesso e’ quando non ci fidiamo del nostro intuito che sbagliamo
  78. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:20 .
    Del nostro terzo occhio …
  79. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:21 .
    C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiera dell’intero album? … che ti piace di più fare live?
  80. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:22 .
    Esatto, povero intuito, spesso bistrattato… ?
  81. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:23 .
    faccio fatica a risponderti su questa. sopratutto perche’ ho fatto solo un live, domenica scorsa e neppure uno intero. Un pezzo che mi esalta molto e’ Ho visto.
    Ma sono legata molto anche a Il Presente perche’ e’ l’ultimo brano composto
  82. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:26 .
    Sì, anche io farei fatica a dirne uno … ma possiamo provarci …
  83. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:27 .
    Posso dire le mie preferite? Posso?
  84. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:27 .
    scusate, avevo chiuso la pagina per sbaglio!! si si dimmi ELLE please
  85. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:28 .
    Elle sta riascoltando i pezzi che le piacciono, vedo che sta trappolando con il lettore cd …
  86. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:28 .
    E allora dico le mie: Arcaico futuroironica e ipnotica apertura del cd e la seguente Ho visto pezzo cantautorale classico, molto psichedelico (se la sente Gus Van Sant la mette in un suo film), ma anche la terza Inconsapevoli, malinconico pezzo acustico dal testo da mandare a memoria con la soavità di un Bianconi …
  87. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:29 .
    Trappolando si potrebbe tradurre in trafficando ?
  88. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:30 .
    Mi piace molto anche la title-track, dico mentre Elle trappola ancora …
  89. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:30 .
    ahah se dis anca dale me bande!!!
    anche per dire di un trafficone: va la’… trapola!!
  90. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:31 .
    Mi piace Tempus Fugit perché solenne, dilatata/dilatante (con un titolo così, era il minimo), filosofica e ritmtica come si deve …
  91. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:31 .
    Le mie preferite sono Inconsapevoli, Il presente e Superstiti. Di solito scelgo in base alla musica, ma in queste tre mi piacciono anche le parole. Il tempo, il passato, il presente, la nostalgia…
  92. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:32 .
    Ah, ah, ah, certi termini sono molto simili nelle nostre vicine zone …
  93. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:33 .
    Speriamo di sentirle live, e vedere l’effetto che ci farà …
  94. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:33 .
    Ah ecco, “trapolando” era quello che stavo facendo io? ahahah
    No, dai, ho solo alzato un po’ il volume ?
  95. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:33 .
    Direi ottime scelte anche quelle di Elle …
  96. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:34 .
    Ma sai che sono molto ma molto stupita dal fatto che la title track, appunto Tempus Fugit, piaccia. Alcuni che hanno recensito l’album mi hanno detto che e’ un pezzo assolutamente che rimane in mente. Io credevo fosse il pezzo che “funzionasse” in meno, come si dice in gergo. E’ un pezzo alla mia maniera. con ritmi che vanno e vengono, qualche volta si fermano e… (sembra quasi che cito le Nuvole di De Andre’)
  97. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:36 .
    Sì, c’è un gusto della parola e di come interpretarla … c’è una vera e propria interpretazione, diversa per ogni testo, anche se uguale.
  98. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:37 .
    Tempo Fugit l’abbiamo in sottofondo ora …
  99. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:38 .
    In effetti, conoscendo i tuoi precedenti dischi, possiamo dire che è un pezzo molto tuo …
  100. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:39 .
    Io con Tempus Fugit ballicchio ?
    (che si potrebbe tradurre con “muovo le spalle da seduta”)
  101. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:39 .
    mi auto cito…ahia ?
  102. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:40 .
    ahah, si, e’ un pezzo ballicchiante ma non troppo. oggi una recensione su L’Isola che non c’era diceva che e’ un po’ inquietante. Ihih, mi e’ piaciuto molto come aggettivo ?
  103. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:41 .
    Sì, può anche esserlo ?
  104. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:41 .
    Il disco è uscito con la Riff Records, come il tuo precedente. È il cinquantesimo disco della label di Bolzano, un bel traguardo … è un caso sia il tuo?
  105. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:43 .
    Elle sono contenta che ti piaccia Il Presente. Quando l’ho fatto ero consapevole che il disco era finito e che avrebbe parlato di tempo ed ha quindi una sua chiarezza didascalica anche un po’ infantile, come le filastrocche che richiama.
    Io lo definisco come una filastrocca mantra medievale con un tocco di ferrettiana memoria (oggi mi auto cito mi auto recensisco ahah)
  106. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:44 .
    No, e’ veramente un caso sia il numero 50. e la trasformazione era il numero 30. Mi piacciono i numero con lo 0 …..
  107. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:47 .
    Copertina con tu in primo piano, e alle spalle Hollywood … o non è Hollywood? Spiegaci questa copertina.
  108. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:47 .
    Ahahah Maria, ma io l’ho detto che sei da ammirare perché fai tutto da te, comprese citazioni e recensioni ?
    Tornano a Il presente lo prendo proprio come un mantra, visto che io sono stata sempre fissata col passato, quindi fermarmi al presente è una nuova sfida. Ora sfrutterò la tua filastrocca medievale di cosa memoria!
    1. Maria D.
      15 febbraio 2018 a 22:50 .
      ? grazie Elle!!
  109. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:51 .
    Sono molto felice di questa tua domanda Ally. La copertina e’ nata veramente per un caso.
    Ovviamente in questo lungo periodo di gestazione dell’album avrei avuto il tempo di pensare a un artwork ben definito. Ma ho mantenuto aperte molte possibilità’. Inizialmente pensavo di utilizzare un quadro di Dali’ o comunque di fare una copertina incentrata sull’arte. Un po’ come il primo album, Motori e Introspezioni, la cui copertina era un quadro astratto di Stefano Orzes, il mio batterista.
  110. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:52 .
    Ora ti spiego come e’ andata questa volta. Quest’autunno ero negli Stati Uniti. Ero li’ perché’ una label di Nashville mi stava-mi sta producendo un disco in inglese. Ma il disco in inglese non e’ come Maria Devigili ma con un altro nome. Per ora il progetto e’ in standbye ovviamente. Visto l’uscita di Tempus Fugit.
    Comunque, Robert Xeno, il fondatore della label (la Earth Hertz Records) oltre ad essere un ingegnere del suono che ha collaborato e lavorato in famosi studi di Los Angeles e’ anche un pittore e artista grafico. Ha accettato di lavorare alla mia copertina con molto entusiasmo. Eravamo orientati sul fare una sorta di fotomontaggio lavorando con un quadro di Dali’ . Un giorno, per caso, Robert ha fatto un fotomontaggio di una mia foto con il background della famosa collina di Hollywood. Quando l’ho vista, ho pensato subito che era una idea grandiosa. Lui lo ha fatto per caso credo ma probabilmente la mia posa suggeriva la posa di una diva, anche se ero senza trucco e sembrava stessi mangiando qualche cosa. Ho detto a Robert, potresti mettere Tempus Fugit al posto di Hollywood? E cosi’ e’ stato.
  111. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:54 .
    Questo e’ avvenuto proprio il periodo in cui si parlava molto di Harvey Weinstein. Non solo, era da poco uscito Masseduction il nuovo disco di St Vincent (che ho anche visto live a Nashville). Il suo ultimo album e’ incentrato sulla vita illusoria e in decadenza di Hollywood. Ho pensato di mettere, a mo di fumetto, tutto il mio pensiero a riguardo in una foto. La fine del mito di Hollywood, la fine delle illusioni, la fine dei divi e delle dive alla Marilyn, l’arrivo del cellulare che con selfie, instagram etc che rende dive anche la siura del terzo piano. Per questo nel retro della copertina ci sono io con lo spolverino in mano, occhiali da sole e atteggiamento da vamp; ?
  112. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:55 .
    Bella! Molto bella la copertina e come è nata.
  113. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 22:56 .
    ahah si le cose migliori nascono quasi per errore…mai fissarsi con una sola possibilita’
  114. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 22:58 .
    … e siamo curiosi di sapere anche del disco negli Usa. Ma sarà per un’altra volta, in diretta da Nashville ?
  115. Elle
    15 febbraio 2018 a 22:58 .
    Ma guarda, queste cose nate per scherzo a volte sono meglio di quelle pensate a tavolino. Il cellulare, gli occhiali da sole, la scritta: tutto sembra combaciare col tempo che fugge! Cambiano i modelli degli occhiali, per non parlare dei modelli di cellulare, cambiano le lingue: chi l’avrebbe mai detto, ai tempi dei romani, che il latino sarebbe morto come lingua parlata? Era la lingua di un impero! E Hollywood fino a quanto vivrà?
    …ok, forse non dovevo bere il Teroldego ahahah
  116. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:00 .
    Ah, ah, ah, non, Elle , il commento mi sembra perfetto.
  117. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:00 .
    In vino veritas.
  118. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:01 .
    Siamo ormai alle battute finali …
  119. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:02 .
    Vado con la penultima domanda ufficiale …
  120. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:02 .
    ahha Elle, mi hai fatto venire in mente un presentatore delle mie parti in Trentino che non sapeva pronunciare bene il nome di certi gruppi rock locali che si ostinavano ad avere nomi in inglese. E lui diceva ogni volta, “per me l’inglese e’ una lingua morta” ? in effetti in futuro sara’ morta anche quella di lingua
  121. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:02 .
    Come presenti dal vivo questo album?
  122. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:04 .
    ma quanto Teroldego avete bevuto? e’ il vino che bevo in pausa merenda dai Fanti quando faccio le vendemmie . ?
  123. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:07 .
    Ah be’ con l’ostinazione che hanno molti (non solo musicisti) per l’inglese ho un problemino anche io. Magari azzecco la pronuncia, ma la domandina sul perché me la pongo senz’altro. Se parlassero in dialetto sarebbero molto più credibili (se proprio l’italiano non piace…)
    Comunque sono andata a vedere chi è questo Weinstein, perché come al solito sono fuori dal mondo, su wikipedia sono elencate “solo” 79 donne vittime di molestie sue, olè, per dire come passa il tempo dai romani a oggi.
  124. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:08 .
    Molto buono il Teroldego … non conoscevo l’azienda che citi, ma l’ho già trovata online, e ci faremo un giro … è tra i miei vini preferiti il Teroldego.
  125. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:08 .
    In solo set. One Woman Live Show. Questo nome mi e’ stato suggerito proprio da Robert Xeno che ha assistito alle prime prove del live. Due chitarre elettriche, una drum machine, una loop station, effettistica varia e voce naturalmente. Anche una sfera da discoteca. Con me anche un simpatico compagno di viaggio di nome Orsetto Dj. Forse lo avete visto su Instagram! ? In sintesi giro con 45 kili di attrezzatura. E in treno!! Vorrei chiedere la sponsorizzazione di Trenitalia (e anche quella della Croce Rossa)
  126. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:09 .
    Mah, sai, Alli fa le scorte, ma mica per il mese: lui ragiona a cene, e quella di oggi… con la zuppa… l’intervista… l’occasione eccetera…
  127. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:11 .
    ahah non so se i Fanti sono online. Al momento loro vendono alla cantina sociale di Mezzocorona. Ormai sono pochi i contadini privati che vendono il vino. Magari se ne conservano un po’ per uso personale. I Fanti sono due fratelli, uno di 80 e l’altro di 71 anni che hanno tantissima campagna a Pressano e sono delle rocce. Fausto, l’Ottantenne e’ quello che va in trattore e fa tutto. E’ un grande. Oggi era il suo onomastico!!
  128. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:11 .
    Orsetto Dj l’ho visto, sì!!
  129. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:13 .
    yeah
  130. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:13 .
    Ecco, di One Woman Live Show approvo il concetto, poi certo il nome in inglese ammmmericano… in italiano sarebbe solista? Che tristezza ahahaha.
    Ci vorrebbe un’italianizzazione grintosa come te, tipo Spettacolo da Sola, anzi
    ***SPETTACOLO DA SOLA***
  131. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:14 .
    Anche il nostro vino era di una cantina di Mezzacorona …approfodiremo.
  132. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:15 .
    Auguri a Faustino allora, eun saluto all’altro.
  133. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:16 .
    Ho visto ora “solo set” nel tuo commento, ma è italiano… no, dai, adesso la smetto, comunque è stato Xeno a dirlo, lui mica è italiano, o sì?
    (basta, smetto di bere)
  134. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:17 .
    Vittorio ?
  135. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:17 .
    Cerchermo le date dei concerti, sperando siano tanti, con viaggi piacevoli. Live in train.
  136. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:17 .
    Ciao Vittorio, ciao Fausto!
  137. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:18 .
    Altro da dichiarare? Sul disco, sull’orto … il tuo rapporto con l’orto? Il rapporto dell’orto con questo disco? Prima parlavi di fare la bracciante … ti riferivi alle vendemmie di Teroldego e alla raccolta di mele? … che sappiamo fai.
  138. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:18 .
    Solo set si dice anche in inglese. No Robert Xeno e’ americano, sarebbe Holcomb comunque (Xeno e’ un nome d’arte, si pronuncia tipo SINO)
  139. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:21 .
    ah vero vero, mi riferivo ai kili che mi porto appresso. 45 kili all’ultima pesata. intendo dire la mia attrezzatura.
    Pero’ domani parto per un tour di 3 date, Lugano, Milano, Cuneo. Dato che a Lugano hanno posto con il fare le cose elettrificate mi hanno chiesto di andare con l’acustica altrimenti viene la polizia. e non vorrei avere a che fare con la polizia, ne tantomeno quella svizzera
  140. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:21 .
    Forse si è persa la domanda, tra inglesismi e buon vino trentino …
  141. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:22 .
    hanno problemi, non so perche’ ho scritto posto…
  142. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:22 .
    Altro da dichiarare?
  143. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:23 .
    Sul disco, sull’orto … il tuo rapporto con l’orto? Il rapporto dell’orto con questo disco? Prima parlavi di fare la bracciante … ti riferivi alle vendemmie di Teroldego e alla raccolta di mele? … che sappiamo fai.
  144. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:24 .
    Bel bagaglio.
    No, la polizia anche no!
    Be’ sempre in viaggio forse un orticello non ce l’hai, tranne a settembre…
  145. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:29 .
    Alli, hai fatto scappare Maria con questa domanda da polizia della dogana!
  146. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:29 .
    si si, rispondevo a perche’ ho detto che faccio anche un po’ la bracciante. intendevo dire che faccio braccia portando in giro robe!
    allora, non svicoliamo….il mio rapporto con l’orto e’ stato di vicinanza perche’ a casa mia oltre che campagna, abbiamo sempre avuto due o 3 orti, uno nel bosco, uno in campagna, uno sotto casa. ma e’ sempre stata mia madre a pensarci. A quello del bosco ci pensa mio fratello. Ho fatto anch’io le mie esperienze diretta. Due anni fa ho vissuto sull’Appennino e ho fatto qualche esperimento. Ho vangato un prato pieno di sassi e sono riuscita a farci qualcosa. Ma era tutto un sasso e alle prime foglioline di spinaci o di bietola, eserciti di lumachine mi venivano a fare visita.
  147. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:31 .
    Ecco spiegato il tuo lavoro di bracciante ihih ?
    Quanti orti nella tua vita!
    Ah le lumachine anche da noi ci stanno (a sbafo) volentieri! Però non abbiamo vuore di ucciderle con la birra come consigliano quelli dei “rimedi naturali”.
  148. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:31 .
    Ah, ah, ah … mi ricordo di avere visto qualche foto di quell’orto. Su qualche social … le prime esperienze sono così, poi si trovano le contromisure.
  149. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:32 .
    Cercando di rispettare anche gli altri esseri …
  150. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:33 .
    Direi che per questa prima intervista nell’Orto possiamo essere più che soddisfatti. Che dite?
  151. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:34 .
    Ecco, però a me è venuta fame.
  152. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:34 .
    io le raccoglievo le lumachine e le spostavo ma poi loro tornavano. ho provato a creare dei recinti di ortica, a mettere il sale grosso. Ma bene o male, di bietole ne ho ben mangiate poche. Ora che ci penso invece ho mangiato tante bietole selvatiche che trovavo li’ in zona. E tantissime altre piante selvatiche, tipo il grispino che io adoro. E’ interessante ma appena arrivata a Frassineta, questa localita’ sull’appennino mi sono messa a fare l’orto e dovevo combattere sempre contro queste erbacce cosi’ forti per far spazio alle mie insalatine. ma ero cosi’ ammirata da queste piante forti. E cosi’ subito mi sono messa a studiare le piante spontanee per capirle. e sono finita per andare ad ” erbare”, cucinare. metter via. far barattoli. Insomma il selvatico in me e’ stato piu’ forte.
  153. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:37 .
    Il selvatico è in noi …
  154. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:37 .
    Be’, ma sai che anche noi siamo partiti con l’idea dell’orto, ma metà del lavoro è stato preservare e raccogliere le erbe spontanee che abbiamo in giardino! Sono due cose che vanno assieme, l’idea era usarle nell’orto come macerati contro gli insetti nocivi (altro che le povere lumachine che, sì, tornano, ma sono carine e golosissime, certo, però), ma abbiamo finito per mangiarle anche noi! Ad esempio il tarassaco ?
    L’ortica invece non l’abbiamo…
  155. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:38 .
    Lo stiamo scoprendo coltivando l’orto e andando in giro a raccogliere erbe.
  156. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:38 .
    Per mangiare le erbe, non le lumache…
  157. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:39 .
    Tutto questo è molto rock, direi folk-rock!
  158. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:39 .
    Si devo aver messo qualcosa. comunque le mie belle vangate con zappe di fortuna e conseguenti calli me le sono fatte.
  159. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:40 .
    Ah i calli! Io ho Alli che zappa il grosso…
  160. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:41 .
    Anche zappare e i calli alle mani sono folk-rock!
  161. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:41 .
    Intendo l’orto…
  162. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:42 .
    Confermo, zappare l’orto .. molto divertente, rilassante, zen !
  163. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:43 .
    Maria, noi stiamo divagando, tra fame chimica e ottimo vino … tu, hai altro da dire?
  164. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:43 .
    consiglio di una ricetta strabuona con il tarassaco. raccogli i boccioli prima che si aprano (si chiamano bottoni mi pare). gli sciacqui, gli dai una scottata in acqua e acet, un po’ meno della meta’ di aceto, per un minuto o due. Li metti in vasetti sterilizzati aggiungendo olio di oliva o anche olio di girasole. di solito in pochi giorni si fanno fuori, almeno io li faccio fuori subito con pane e formaggio
  165. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:44 .
    Sì, l’orto in generale è molto zen. E le lumache sono maestre di vita lenta, di perseveranza (fanno fuori un orto, zitte zitte), di godersi la vita nonostante… tempus fugit!!!
  166. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:44 .
    dichiaro che siete una coppia molto folk rock!
  167. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:45 .
    le lumache sono fortissime!!
    e furbe!
  168. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:46 .
    ciao a tutti! io devo finire i preparativi per domani…in partenza per Lugano!!
  169. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:46 .
    Ommamma che goduria questa ricetta! Grazie, non vedo l’ora che fiorisca il tarassaco!!!
  170. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:47 .
    Grazie per “coppia molto folk rock” e per la meravigliosa ricetta (io abbinerei, come vino, uno Schiava, o, per meglio dire, una Sciava, come si dice dalle tue parti). Si tratta di un vino rosato molto interessante …
  171. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:47 .
    E grazie per questa bellissima prima intervista nell’orto.
  172. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:48 .
    sciaveta… mh si dice da noi che e’ un vino da donne !!
  173. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:48 .
    Be’, dopo questa ricetta puoi andare! Buon concerto, attenta alla polizia svizzera (con loro funziona l’acquavite, regalagliene una bottiglia), grazie di tutti i racconti folk-rock e del disco! Tempus Fugit, Maria Devigili pure, ma tanto ti seguiamo su Instagram ahahaha
  174. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:48 .
    nel senso che e’ leggero! ma il mio preferito e’ il Teroldego!!!
    Grazie a voi!
  175. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:49 .
    Ciao ciao. Prosit!
  176. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:49 .
    Confermo, che è leggero, adatto ai boccioli di tarassaco, pane e formaggio.
  177. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:50 .
    Meglio il Teroldego, certo … grazie ancora!
  178. Diego Alligatore
    15 febbraio 2018 a 23:51 .
    Buonanotte e buonafortuna a Maria Devigili.
  179. Elle
    15 febbraio 2018 a 23:51 .
    Buonanotte e buona musica!
  180. Maria D.
    15 febbraio 2018 a 23:52 .
    a voi! Grazie per l’ospitalita’ e buon Tutto!!!
  181. Domenico Chillemi
    18 febbraio 2018 a 14:15 .
    Finalmente sono riuscito a leggere questa bellissima e lunga intervista tutta d’un fiato e penso proprio che ne la rileggerò più volte! Già con il regalino graditissimo di Maria, che considero una cara amica ormai grazie a te Diego e che si è consolidata grazie a Lolli, di poter ascoltare la bellissima Memorandum in anteprima…dicevo, già con questo regalino ho potuto capire che il disco sarebbe stato un capolavoro…non parlare se non hai niente da dire…stupendo! Ma ci tengo a dire una cosa, che mi avvicina molto di più alla nostra Maria…anche io nella mia azienda ho sollevato più volte il problema reale del dover essere sempre connessi, problema che fa decrescere inesorabilmente la qualità della vita secondo me, e ho anche proposto in azienda uno studio su questo. Ci tenevo a dire questo sia a voi Elle e Ally, che siete splendide persone sia qui che su Instagram, sia a Maria per farle sapere ancora una volta quanto le voglio bene! Un abbraccio Nico
    1. Diego Alligatore
      18 febbraio 2018 a 17:21 .
      Grazie Nico, ora mettiamo anche il link a bandcamp, così potrai ascoltare tutto il disco, che è uscito ufficialmente poco fa. Credo che sia una battaglia da fare, questa “del dover essere sempre connessi”, problema comune sempre di più a tutti i lavoratori e non. Negli ultimi tempi abbiamo notato di non riuscire a leggere più molti libri e ascoltare dischi, proprio per l’eccessivo uso dei social (anche Instagram). Un problema da tener presente, perché va ad intaccare la cosa più importante che abbiamo, cioè il tempo. E Maria, con questo disco, pop-rock cantautorale, ne parla nel modo giusto.

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