lunedì 12 febbraio 2018

Orto di gennaio: riassunto di fine mese.

orto-di-gennaio-raccoltoL'orto di gennaio è pura teoria, se ci pensate. Cosa volete che ci sia nell'orto a gennaio, se non avanzi dell'inverno? Ma noi questi avanzi non li buttiamo, no, nemmeno nel compost, anzi: ci abbiamo mangiato fino ad oggi. In piccole quantità, ovvio.
La cosa che a me piace di più di gennaio è che posso sognare l'orto che vorrei: disegno quattro rettangoli in una pagina, quattro nell'altra: rappresentano le nostre aiuole. Sempre in teoria. Le nostre aiuole infatti sono abbozzi di rettangolo, non hanno tutte le stesse dimensioni; e non sono quattro a destra e quattro a sinistra, sono semmai incastrate fra loro alla bell'e meglio. Per sognare in grande, però, la simmetria è l'ideale, e per far combaciare i sogni con la realtà abbiamo numerato le aiuole. Sfido chiunque a confondersi!



Otto aiuole da programmare.


L'orto di gennaio ha di bello quindi che, essendo mezzo vuoto, lascia spazio all'immaginazione. Certo, l'orticoltura biologica prescrive che il terreno non resti mai spoglio, e consiglia pertanto sovesci, pacciamatura e colture dal ciclo breve per tenere impegnata la terra. D'accordissimo, ma noi quest'anno siamo al nostro primo gennaio, anzi al nostro primo inverno nell'orto; colti alla sprovvista (si fa per dire), abbiamo chiesto alle erbe spontanee il favore di tenere impegnata la terra, mentre noi decidevamo il da farsi. Nel frattempo l'inverno è andato avanti. Come accennato nel riassunto del 2017, vogliamo mantenere nel 2018 gli stessi ortaggi dell'anno scorso, e anche qualcuno in più (fino al raddoppio, per intenderci), perciò programmare è il minimo che possiamo fare. Gennaio si è prestato molto bene a questo lavoro d'ufficio.

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Un ciuffo alla volta, la cena è servita.

Aiuola 1.


È un'aiuola lunga e stretta, addossata a una rete dove cresce una vite turca o americana a seconda dei pareri. Una vite con rami rossi e bacche scure, che in primavera fa dei fiorellini bianchi che io adoro perché attirano moltissime api, insetti amici dell'orto. L'aspetto negativo di questa pianta è che si butta sull'aiuola, ma se vogliamo vedere la cosa da un altro punto di vista, questo è l'aspetto negativo di un'aiuola messa là sotto.

L'aiuola 1 è nata per contenere la miriade di piantine di pomodori che erano germogliate e cresciute bene nel 2017; insomma potevamo eliminarla finita la stagione dei pomodori. Invece no. Decisa ad avere altre lattughe, e un po' arrabbiata perché “certi semi fanno quello che gli pare” (parole mie, già), avevo recuperato il vecchio programma dell'orto e constatato che secondo la rotazione dovevo seminare quelle lattughe dopo quei pomodori. Le lattughine sono nate tutte, sono sopravvissute alla neve di dicembre e sono ancora nell'aiuola 1: ogni sera aspettano Alli che va a coglierne un po' per la cena.

Accanto alle lattughine erano previste le cipolle, o forse no. Esatto: le cipolle le ho messe lì perché era l'unico posto libero, non era previsto che trovassimo le cipolle da seminare. Volevamo comunque metterle nell'orto sperimentale, ma lì ancora i cavoli se la prendono comoda; insomma mi serviva un posto dove seminare le cipolle, perciò le ho messe nella 1. Da dicembre, forse stanno germogliando ora: facevo prima a lasciarle in cucina, lì sì che germogliano in fretta! Ma in fondo seguono solo la stagione. La verità di questa aiuola, però, è che ci vogliamo mettere fagiolini nani e cavoli cappucci, piante che restano basse sotto la vite turca.

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La calendula: presenza costante e rassicurante nell'orto.

Aiuola 2.


Dopo aver raccolto tutti i porri, nella seconda aiuola erano rimaste solo alcune carotine, che abbiamo raccolto a gennaio. L'aiuola 2 fa parte dell'unica grande aiuola progettata a tavolino, un enorme rettangolo disegnato attorno a una coltivazione mista e incasinata di varie piante. Avevo cercato di definire confini, e ci sono riuscita solo separando in due aiuole alcune coltivazioni: per fortuna gli ortaggi non hanno pensato a una guerra civile, altrimenti non sarei qui a blaterare sull'orto di gennaio. Ci volevo mettere l'aglio, ma visto che fino a ieri c'erano i porri non potevo, perché appartengono alla stessa famiglia.
Secondo i confini, però, fa parte dell'aiuola 2 anche quel lembo di rettangolo dove fino ad agosto c'erano il lino e le patate assieme; dopo le patate l'aglio ci sta bene, e io per sicurezza ho rinvigorito il terreno con fagioli e fagiolini, che hanno dato pochissimi frutti a noi, ma molti nutrienti alla terra. L'aglio non si può certo lamentare. Nell'altra metà invece metteremo le zucchine, rucola e lattughe, i fagioli borlotti.

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Radicchio mozzato: ricrescerà?

Aiuola 3.


Il grande rettangolo di cui parlavo è suddiviso in quattro parti, dall'aiuola 2 alla 5; nella 3 c'erano le melanzane. In realtà in un angolino ci sono stati i ravanelli e poi quattro bellissimi radicchi. Il 1 novembre, nonostante avessero ancora fiori e piccoli frutti ho tolto tutte le melanzane, lasciando le piante a morire dolcemente adagiate sul loro terreno preferito. Visto il raccolto dell'anno scorso non c'è dubbio che sia loro piaciuto. Dei radicchi, due li ho tagliati lasciando le radici e un inizio di foglia, perché vogliamo vedere se ricresceranno (suppongo dipenda dalla varietà); cioè se ne mangeremo ancora. L'avevamo fatto con le prime lattughe, che solo al terzo giro avevano perso croccantezza e dolcezza.
Per tutto gennaio quest'aiuola è rimasta vuota*, ma ora ci prepariamo a seminare i piselli e le cipolle (era questa l'aiuola per le cipolle), poi carote e spinaci.

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Il bosco di rucola in primo piano.
L'aiuola 5, la 3 e la 2 vuote attorno a lui.

Aiuola 4.


Dopo un semestre pazzesco coi pomodori, quest'aiuola ha vissuto un semestre fenomenale con la rucola. Fino all'autunno c'era anche una piantina di menta piperita che ho raccolto e messo a seccare, perché Alli ci si fa il tè. Ora dobbiamo trovare il coraggio di raccogliere tutta la rucola: qui voglio sperimentare il sovescio blando di cui parlavo nella newsletter del 31 gennaio (se ti iscrivi adesso te la mandiamo entro tre giorni), per poi seminare le lenticchie anche se sono famose per la poca resa in un orticello domestico (sono proprio fissata, nessuno mi distoglierà da questo proposito). Dopo le lenticchie arriveranno finocchi, porri (indecisa su questi) e lattughe a volontà.

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Niente spinaci, niente radicchio, almeno la calendula sopravvive.

Aiuola 5.


*Questa aiuola mi riporta alla 3, dove l'orto di gennaio ci ha riservato una sorpresa. Nella 5 infatti avevo seminato radicchio e spinaci che contavo di mangiare durante tutto l'inverno: non è nato nulla. O quasi. In realtà un'isoletta di radicchi c'è, così come c'è uno spinacio: l'abbiamo visto l'altro giorno. Avendoli seminati lo stesso giorno in cui abbiamo seminato le lattughine nella 1, avevamo pensato che gli uccelli si fossero mangiati i semi, o che la pioggia se li fosse portati via. Piove ogni volta che semino gli spinaci, giuro. Quando invece abbiamo visto spuntare i radicchi, e abbiamo notato anche un ciuffetto verde (che non sembrava un'erbaccia), l'ipotesi degli uccelli è stata subito scartata. Restava la pioggia che aveva spostato i semi di radicchio tutti in un angolo.

L'altro giorno, nell'aiuola 3 che dovrò preparare per i piselli, Alli ha notato moltissimi ciuffetti verdi e qualcuno anche rosso, spuntati adesso all'improvviso, dato che quell'aiuola è rimasta nuda fino ad ora. Semi freddolosi che si risvegliano ora con le temperature meno rigide? Semi lentissimi per via del freddo? Sicuramente ritiriamo le accuse agli uccelli, perché i semi erano ancora nell'orto: solo nell'aiuola sbagliata. Insomma, potrebbe essere stata la pioggia a farli scivolare altrove!

Tornando alla 5 ci metterò le bietole. Appartengono alla stessa famiglia degli spinaci, quindi seminandoci gli spinaci avevo escluso le bietole. Ma visto che gli spinaci non sono nati lì... ci trapianterò le bietole (da seminare in semenzaio). Dopo le bietole seguiranno fagiolini e broccoli. I fagiolini, i fagioli e i piselli tornano in diverse aiuole perché i legumi nutrono il terreno, quindi inserirli nella rotazione e nell'avvicendamento è d'obbligo. In questa aiuola l'anno scorso c'erano i pomodori (esigenti) e prima di metterci i cavoli (esigenti) non guasta una ripassata al terreno coi legumi.

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Aiuola delle verze (8) in primo piano, gli altri cavoli (6) in fondo:
nero, romano e qualche vuoto dove c’erano i cappucci.

Aiuola 6.


È la mitica aiuola dei cavoli! Ci sono ancora cavoli neri (due), cavoli romani (due) e una delle tre calendule che avevo trapiantato qui (e che seminerò anche quest'anno, ma direttamente nell'orto). È un'aiuola critica, perché prima dei cavoli ci sono state le patate e quest'anno ci vorrei mettere le melanzane. Queste due appartengono alla stessa famiglia e non andrebbero fatte seguire l'una all'altra, e con i mezzo i cavoli! Ma non so davvero dove altro mettere le melanzane, visto che l'anno scorso 4 aiuole erano occupate da solanacee (la famiglia)... La soluzione potrebbe stare nei piselli, che dovrebbero maturare e dare frutto più o meno nel tempo che ci impiegano le melanzane a crescere nel semenzaio. Quando le melanzane saranno pronte per essere trapiantate nell'orto, noi avremo già mangiato tutti i piselli, mentre il terreno si sarà nutrito delle sostanze di cui ha bisogno. Pensavo addirittura di seminare i piselli molto fitti, interrare alcune piante e lasciar fruttificare le altre. Esagero? Mi piace complicarmi i programmi e poi risolvermi i problemi all'ultimo momento?

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La bietolina più grande nell'aiuola 7.

Aiuola 7.


Per questa aiuola, l'orto di gennaio non è stato granché: le bietoline ci sono ma vegetano. C'erano anche qualche carota e qualche seme di spinacio (non nato). Questa è stata sin da subito un'aiuola di ripiego, dove sistemavo le piantine in più, e l'unica coltura che l'ha sfruttata tutta è stata quella delle lattughe della seconda semina 2017. Durante e dopo il triplo ciclo delle lattughe ci sono state due o tre piante di pomodori, una di melanzane, le carote, la semina di spinaci mai nati. Infine le bietole più tenere e lente che ci siano. Noi siamo comunque fiduciosi. A decorare l'aiuola, da sempre, la più grande delle calendule del nostro orto, un cespuglione di fiori gialli da qui ho preso la maggior parte dei semi che lancerò a casaccio nell'orto del 2018 a tempo debito.

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Il cuore della verza, molto provato dalle sofferenze autunnali, si sviluppa lentamente.

Aiuola 8.


Se l'è vista brutta con gli afidi dei fagiolini e dei fagioli. Non so dove avevo letto che si potevano seminare assieme nella stessa aiuola, ma non lo farò mai più. Secondo me, infatti, potrebbe essere il motivo dell'attacco invincibile degli afidi. Ho seminato separatamente fagioli e fagiolini altre due volte e sono stati attaccati molto meno; ma forse c'è di mezzo anche la temperatura meno calda, chissà. L'aiuola 8 nel frattempo è stata smembrata, nell'ambito di una mia personale azione volta a riordinare l'orto: c'erano troppe aiuole scavate a caso. Quando abbiamo messo la compostiera, perciò, ho preso le misure e distanziato la 8 dalla compostiera solo una cinquantina di centimetri, così da farci stare anche la 9 sullo stesso lato. Al momento in questa aiuola ci sono le verze, dopo verranno piselli, pomodori e basilico. Le verze hanno subito l'attacco invincibile della cocciniglia, due sono perite. Le altre verze sono sopravvissute, riparate da una retina e da tanto sapone di Marsiglia e, forse, aiutate dal freddo (non solo da noi), giunto all'improvviso. Ora stanno bene e crescono visibilmente.

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Un'aiuola tutta per i broccoli: sono quattro e stanno benissimo.

Aiuola 9.


Si trova in realtà dove c'era la 8, quindi dove c'erano i fagioli e i fagiolini, ma ne occupa solo una piccola parte. Qui infatti ho messo quattro broccoli d'urgenza, perché i piani che avevo fatto inizialmente sono saltati tutti. I broccoli infatti andavano nella 6, ma ho finito per metterci i cavoli neri che stavano troppo all'ombra e si stavano ammosciando. Nella 6 c'erano già i cappucci e cavoli romani, non mi sembrava il caso di metterci anche i broccoli! E così ho creato un'aiuolina tutta per loro. Appena saranno pronti i broccoli vorrei ri-allargare l'aiuola, e metterci le patate e il lino, ma qualcosa non quadra. È già tempo di seminare le patate (interrare cioè le patate germogliate), ma i broccoli non sono ancora pronti.
A me sembra evidente che i programmi per questa parte di orto cambieranno ancora.

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Il coriandolo, lanciato quasi per gioco, ha preso il lancio sul serio ed è germogliato.

Aiuola... 10?


L'anno scorso, sotto la siepe, c'era un'aiuola improvvisata in cui non è cresciuto nulla di quello che avevamo trapiantato. Era l'aiuola 9 originaria, e c'erano lattughe rosse che sono morte e i cavoli neri che ho salvato in tempo spostandoli nella 6. Era l'aiuola in cui non dovevamo seminare niente perché ci batte il sole solo per due mesi all'anno. Poi però ci ho lanciato il coriandolo, che è nato e tappezza tutta la zona. Resterà il coriandolo fino a tutta l'estate, ma dopo vorrei metterci qualche cespuglio fiorito che sopporti di stare all'ombra per dieci mesi all'anno. Ci sto ancora pensando.

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Lista degli ortaggi che vogliamo e dei semi che abbiamo.

Il nostro orto di gennaio.


L'orto di gennaio è decisamente propositivo. Nell'agenda dell'orto i rettangoli si riempiono (sì, lo so, sulla carta sono solo 8, ma ci sto lavorando), e ad ognuno corrisponde una pagina specifica in cui programmo nel dettaglio le semine e i trapianti di ognuna. Le semine partono adesso, i trapianti saranno più avanti: i tempi variano a seconda del tipo di ortaggio e della grandezza della pianta, ma anche la temperatura esterna ha la sua parte nella decisione. Se c'è una cosa che abbiamo imparato è che l'orto è un divenire, e vederlo cambiare anche solo sull'agenda, anziché scoraggiarci ci entusiasma, perché ci fa pensare che c'è sempre una soluzione.

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Il broccolo è nato, crescerà pian piano!

Nell'agenda di febbraio scaricabile gratuitamente, potete scrivere anche voi le vostre semine dividendole fra luna calante e luna crescente. Siccome però la luna calante termina il 15, con la Lettera dall'orto (che ho preparato per il giorno stesso) riceverete già l'agenda di marzo e le semine della prossima luna calante. Chi non riceve la newsletter può iscriversi adesso cliccando qui. A tutti però do appuntamento qui sul blog, perché da lunedì prossimo si cambia argomento: dopo aver fertilizzato la terra col compost, la semineremo!
Voi programmate l'orto o andate a naso? Avete millemila aiuole e ortaggi, o sempre gli stessi due o tre fidatissimi?