lunedì 9 aprile 2018

Orto di marzo: riassunto di fine mese.


L'orto di marzo si è proprio divertito, con questo tempo pazzerello, fra caldi e freddi e piogge e soli. A giorni alterni abbiamo avuto pioggia e sole per le prime settimane, con una rimonta del sole nelle ultime settimane, dopo un inizio coi fiocchi. Di neve. Io ho seminato senza arte né parte e a fine mese, con Alli, sono andata alla nostra prima fiera agricola! Ma eravamo in incognito. Infine, puntuali come un orologio svizzero, al cambio dell'ora sono arrivate le cazzo di formiche. Ma parliamo di cose belle.


L'orto di marzo: si semina.


La neve di fine febbraio era l'anticipo della neve dei primi di marzo, più abbondante. Purtroppo il mese ha continuato a essere sia freddo che caldo, io comunque ho seminato nuovamente le lattughe perché, come ti ho scritto nella Lettera di luna nuova, le prime semine erano andate male. Solo le bietole sono spuntate e rimaste vive, mentre le lattughe hanno ceduto al fascino della morte prematura, lattughe rock fino al midollo. Peccato. Peccato per noi. L'8 marzo, nel pieno della luna calante, ho messo un altro semino in ogni vasetto che conteneva un cadavere; macabra quanto vuoi, ma ha funzionato, abbiamo altre lattughine. Ora devo solo stare attenta a non ammazzarle “per sbaglio”.

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Sembrava una nevicata epocale, invece dopo due giorni si era già sciolta.

Con la luna crescente sono stata bloccata dal freddo: col cavolo che sarei uscita per seminare. Tanto più che almeno in un caso avrei dovuto togliere erbacce e zappettare, mica una toccata e fuga con lancio di semi in corsa. Insomma, per la prima settimana di luna crescente mi sono limitata alle semine in semenzaio: melanzane, pomodori e peperoni, e semi di basilico. Questi li abbiamo autoprodotti per la prima volta, e non so nemmeno se quelli che ho seminato erano semi o foglie secche ahahah!

A fine mese è tornato il sole con una temperatura davvero piacevole, ma io ho resistito (cioè sudato copiosamente) e mi son tenuta addosso la sciarpa e la felpa mentre toglievo le erbacce e tutta la rucola e zappettavo in tre diverse aiuole. Un'aiuola si è vista ricevere lenticchie: esperimento 2018 per il quale ho usato le lenticchie biologiche che compriamo per la zuppa del giovedì; le altre due hanno ricevuto semi di piselli, vecchi amici che però non sono ancora nati. Vediamo nel dettaglio tutte le aiuole.

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Lo schema delle nostre aiuole nel 2018. La 1 era tutta a sinistra.

Aiuola 1.


Volevo lasciarla libera, sia perché ci cadrà sopra la vite turca (o americana) appena finirà il suo meritato letargo; sia perché è scomoda, ho poco spazio per passare lì vicino senza calpestare le stesse piantine che coltivo. Questo l'ho pensato dopo aver interrato i cipollotti a dicembre, quelli che ci hanno impiegato mesi a far spuntare un loro rappresentante timido. Uno.
Esatto, dopo i giorni di pioggia alternati a giorni di sole di marzo pazzerello, di cipolla ne è spuntata una! In quell'aiuola.

Aiuola 2.


Questa è l'aiuola dell'aglio, ne ho contati circa undici germogliati, così ho tolto il tunnel che riparava la semina dalla pioggia, perché all'aglio non piace sguazzare nell'acqua, si imputridisce. Ho controllato, e dove non è nato nulla ho visto le prime formiche dell'anno. Immagini la mia faccia? Bene.
Ho sistemato l'altra metà dell'aiuola perché qui trapianterò le zucchine più avanti (non le ho ancora seminate). Per un breve periodo durato 24 ore, sono rimasta convinta di dover seminare qui i piselli.
È successo dopo le prime semine di piselli, e il giorno dopo stavo per tornare nell'orto a rimediare: non mi stupiva aver previsto i piselli in tre aiuole, perché di piselli non se ne ha mai abbastanza e poi nutrono il terreno ecc. No, mi stupiva non essermi accorta di doverli seminare anche lì, in quella che era l'unica aiuola già pronta, senza erbe e pacciamata, perché l'avevo preparata già a febbraio, quando avevo interrato l'aglio. Infatti non ci dovevo mettere i piselli, per fortuna ho controllato l'agenda prima di uscire.

Pacciamare l'orto di marzo.


È fondamentale a marzo iniziare con la pacciamatura se non lo si è ancora fatto. Infatti ora, con queste giornate di sole, ho visto moltiplicarsi le erbacce in pochi giorni. Il bello di avere un orto già avviato, però, è che il terreno è soffice e le erbacce vengono via facilmente (tranne la gramigna, che è capace di fare radici lunghe 2 metri e non scherzo; comunque, pur essendo l'erba più antipatica per l'orto, la gramigna è ottima per noi umani, preparata come decotto*).

L'erba è cresciuta anche nel nostro giardino misto, così Alli ha anticipato, rispetto agli anni precedenti, l'inaugurazione del tosaerba. Il 28 marzo è stato un giorno triste, però, non perché Alli mi ha procurato un bel po' di sfalci per pacciamare l'orto, ma perché abbiamo abbattuto il nostro ciliegio. Niente fiori, niente marmellate quest'anno, era malato e... ci dispiace molto, ma contiamo di piantarne presto un altro.

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Dopo tanti, tantissimi anni... addio ciliegio.

Aiuola 3.


Qui, oltre ai piselli che ho seminato a marzo, la vera sorpresa, i veri protagonisti, sono gli ortaggi di lunga data. Innanzitutto gli spinaci nati per caso (li avevo seminati nell'aiuola 5, ma la pioggia li ha fatti scivolare qui); ma soprattutto il radicchio dei quattro coltivati l'autunno scorso, che avevamo tagliato, anziché sradicarlo, e che è rinato! Tante nuove foglioline che crescono lente ma decise.

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Spinaci portati dalla pioggia, saranno magici?

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Il radicchio ricresce, si è ripreso alla grande!

Quest'aiuola è divisa in due parti, una ha tanti spinacini fra i quali ho seminato i piselli, l'altra è piuttosto affollata: spinacini, un radicchio (forse due), ravanelli e cipolle seminati a febbraio. Se i ravanelli sono abbastanza veloci (ma ora hanno rallentato, indecisi se crescere o meno), le cipolle si sono fatte aspettare un po' di più ma ci sono, sono vive. Almeno, la parte aerea, perché come sempre in caso di bulbi o tuberi o radici non si sa cosa c'è sotto.
Infatti anche i ravanelli, con quelle foglioline così piccole, potrebbero essere già grossi sottoterra (esempio esagerato, fatto tanto per capirci). Le cipolle le ho contate, credo siano cinque, ma perdevo continuamente il conto in mezzo a tutte quelle foglie di vario genere, anche perché mica sono nate quelle della prima fila, no, sono nate una qua e una là, tutte in file diverse.

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Timide foglioline scolorite di ravanello.

Aiuola 4.


Un bel giorno mi son messa e ho tolto tutta la rucola. Che bosco, ragazzi, te lo ricordi? E che profumo! Molta era ingiallita e alcune piante erano fiorite, ma un ultimo mazzetto per la nostra piadina della sera, l'insalata coi ceci e la zuppa del giovedì, l'ho raccolto.

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Fiori di rucola.

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Orto di marzo: la rucola è fiorita!

Sapevi che la rucola appartiene alla famiglia dei cavoli? Proprio come i ravanelli. Quindi anche se crescono entrambi velocemente e viene voglia di seminarli ovunque, io cerco di stare attenta a non seminarli nella stessa aiuola dell'anno scorso (indovina cosa c'era nella 3 l'anno scorso in questo periodo? Ravanelli, esatto ahahah). Tornando alla rucola raccolta: l'ho usata per pacciamare l'aiuola 2 e la stessa aiuola 4 dopo averci seminato... le lenticchie! Queste le avevamo già messe in autunno in un'altra aiuola “sperimentale” fuori dall'orto, ma non ne è nato nulla. Vediamo qui cosa succede.

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Ex bosco di rucola in decadenza.

Aiuola 5.


Qui trapianterò le bietole che ho in semenzaio, per ora è semi vuota: avevo seminato radicchi e spinaci. Gli spinaci, come ho detto, son finiti nell'aiuola affianco e crescono bene; i radicchi sono nati qui, ma tutti ammucchiati in un angolo e più di così non crescono. Be' almeno tengono occupato il terreno così le malerbe girano al largo.

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Qualche radicchio rosso, qualche spinacino.

Aiuola 6.


La grande aiuola dei cavoli, che ormai abbiamo mangiato quasi tutti: rimangono due cavoli neri. Il terzo l'abbiamo mangiato tutto intero, fiori compresi, te lo racconto fra poco. Gli altri cavoli neri di cui avevo tagliato quasi tutte le foglie, ne stanno facendo altre: la tentazione di lasciarli per tutta l'estate per vedere cosa succede è grande, grandissima. Qui dovrei seminare altri spinaci, ma ancora non l'ho fatto, viste le piogge chissà dove se ne andranno i semi. Dopo ci trapianterò le melanzane, non l'ideale dopo i cavoli, ma io confido nel potere delle melanzane di cavarsela ugualmente. Vedremo se mi illudo.
Intanto la calendula è già rifiorita, la adoro.

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Orto di marzo: il cavolo nero svetta ancora.

Aiuola 7.


Qui ho dato una spuntatina alla calendula più grande rimasta dall'anno scorso. Volevo levarla, ma ho visto nuove foglioline e non me la sono sentita. In fondo io studio tanto sui libri, ma una volta sul campo vado a sentimento. Questa è la seconda aiuola in cui ho seminato i piselli, che si divideranno lo spazio anche con un ciuffetto di spinacini, seminati forse un anno fa (quanto se la tirano gli spinaci, da non crederci) e con tre bietoline piccine piccine (loro si demoralizzano facilmente).

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La bietola nell'orto sperimentale, decisamente rigogliosa.

Aiuola 8.


Rullo di tamburi! Abbiamo mangiato la nostra prima verza! Naturalmente coi pizzoccheri cucinati da Alli, che quando gli ho detto che potevamo raccoglierla ha fatto un salto dalla gioia. Lì attorno alle verze avevo interrato le patate, tu le hai viste? Io no. Così ho fatto una delle nostre solite pazzie, cioè ne ho interrate altre (trovate in cucina germogliate e noi non ci ricordavamo nemmeno di averle comprate), circa venti, ma non le ho contate.

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La nostra prima verza... è finita dritta in pentola.

Forse non è più stagione di seminare patate, ma tentar non nuoce, tanto non le potevamo mangiare così germogliate (sono tossiche) e comunque le patate riservano sempre sorprese positive. Io delle patate mi fido. E infatti... indovina, dai. Esatto: scavando per interrare queste patate ho trovato foglioline verdi della semina precedente. Semplicemente le avevo interrate troppo in profondità e quelle, che se le lasci ti germogliano anche in cucina, non si sono mica spaventate di essere al buio e sono germogliate con tanto di foglioline. Insomma, per le ultime dieci della seconda semina ho dovuto cercare un altro posto, perché quest'aiuola risultava già troppo piena di patate! Ma questa te la racconto meglio la prossima volta perché in realtà è una storia di aprile.

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Le nostre verze. Sotto le foglie giacciono le patate.

Aiuola 9.


Qui c'erano quattro miseri broccoli (ora sono due), che avevano così poco spazio che sono cresciuti in altezza anziché arrotondarsi; sono fioriti e pur essendo stati, per breve, il nostro fiore all'occhiello, ci hanno un po' delusi. Ma la colpa è mia che li ho stipati in quel buco di aiuola, costruita apposta, e quindi ancor più misera, visto che lo spazio per farla più grande di certo non mi manca. I broccoli dell'orto sperimentale di Alli invece stanno venendo su bene come dovrebbero, e con loro anche le bietole. Contiamo su di loro.

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Broccolo nell'orto sperimentale.

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Broccolo fiorito.

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Fiori e boccioli del broccolo.

Be', coi fiorellini e i boccioli del broccolo ci ho fatto un bel soffritto per la pasta, condita con i mini broccoli e le loro foglie. Il giorno dopo ho fatto il bis coi fiorellini del cavolo nero e peccato che avessi già usato i fiori della rucola per pacciamare, altrimenti avrei fatto il terzo soffritto di boccioli di rucola!

La fiera agricola.


Non abbiamo capito se queste fiere ci piacciono o no. Certo non c'è gusto ad andarci se abbiamo già tutta l'attrezzatura e tutti i semi che ci servono; ma ora che sappiamo che esiste ci andremo anche l'anno prossimo, per comprare i semi, anziché prenderli online in inverno per paura di non trovarli più in primavera. Infatti la fiera mercato era ben fornita, prevalentemente non biologica, c'erano però anche rivenditori di sementi e di piantine biologiche. E così ci siamo segnati l'appuntamento annuale e abbiamo preso anche diverse copie omaggio della rivista a cui la fiera è collegata, Vita in campagna.

Orto Biologico - Tecniche di Difesa
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Quanto agli acquisti: abbiamo lasciato perdere i frutti rari che volevamo, perché erano alberelli troppo grandi da mettere in macchina; ma abbiamo trovato un nocciolo e quattro lavande biologiche (e due saponette). Il nocciolo l'abbiamo già trapiantato (è di un'azienda del Piemonte); mentre le lavande le teniamo in casa finché il tempo non si assesta, dopodiché le trapianterò attorno all'orto per fare una bordura attira api. Non vedo l'ora.
Uno dei miei compiti di aprile invece sarà fare le talee dalla lavanda che abbiamo ormai da tre anni, e del rosmarino dell'anno scorso. Un'altra cosa che ho comprato alla fiera, proprio nello stand ufficiale della rivista, sono i guanti da orticoltrice, quelli veri impermeabili morbidissimi bellissimi! Mentre nello stand della loro casa editrice ho preso un libro molto interessante di cui parlerò quando l'avrò letto tutto.

Conclusioni.


Bene, il riassunto dell'orto di marzo è finito, la stagione dell'amore per il giardino e per l'orto è iniziata. È arrivata la primavera, freddo compreso (eh già, va be'), e noi siamo carichi. Io personalmente nei giorni grigi mi metto in testa che sia fine autunno, non pretendo di avere le finestre aperte a lungo, né di lavorare fuori, non mugugno, non piagnucolo, faccio cose tranquille come scrivere il mio diario dell'orto, fare ulteriori programmi, scrivere poesie, riordinare foto e pulire casa. Le pulizie di primavera dentro i mobili si possono fare anche con le finestre chiuse, no? E poi, naturalmente, semino: siamo di nuovo in luna calante!

mini corso sulle semine gratuito

A proposito di semine: hai già scaricato il mini corso sulle semine gratuito? Dai, che ti spiego come seminare in luna crescente: adesso scegliamo assieme l'ortaggio da coltivare, poi appena torna la luna crescente semini seguendo il mio tutorial passo passo. Se ti iscrivi a Lettere dall'orto, la newsletter di Elle e Alli, il corso ti arriva in automatico. Se invece sei già fra gli iscritti, mandami una mail a ortodielleealli@gmail.com che ti aggiungo io ai fortunati.

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