mercoledì 23 maggio 2018
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Loro 1 e Loro 2 di Paolo Sorrentino.


Loro 1 e Loro 2 di Paolo Sorrentino, visti a distanza di una settimana esatta nel nostro solito cinema, confermano la mia idea che il regista campano si trovi a suo agio quando parla direttamente di politica. Come mi era piaciuto un sacco Il Divo*, film sul potere di Andreotti e su quel mondo di politicanti da bagaglino che gli girava attorno, mi è piaciuto molto Loro 1; e ancora di più Loro 2, sul potere di Berlusconi e su quel mondo di politicanti da bagaglino che gli girava attorno. Ho invece detestato molto film successivi, a partire dal troppo celebrato La grande bellezza*.

Loro, adulanti e patetici, e Lui.


In Loro 1 Berlusconi non appare subito: come un divo d’altri tempi, compare dopo circa un’ora. Però se ne parla. Loro, cioè gli italiani sognanti una vita alla Berlusconi, parlano, cercano, sognano l’incontro con Lui. A partire da Sergio Morra (Riccardo Scamarcio), intrallazzatore pugliese che vuole fare il salto di qualità, dagli appalti nella sua Taranto a Roma, al servizio di Lui. Vorrebbe offrigli giovani donne, entrando in competizione con altri promoter (chiamiamoli così), a partire dal viscido Fabrizio Sala (Roberto De Francesco).

Conoscendo le vicende extrapolitiche di Berlusconi non è difficile capire di chi si tratta; ma, come in altri casi, dove entrano in scena politici adulanti, il gioco di cercare chi interpreta chi, è sbagliato, in quanto più di un personaggio esprime caratteristiche di più politici veri.
In questo senso è emblematico il personaggio di Santino Recchia (Fabrizio Bentivoglio), che per alcuni tratti ricorda Sandro Bondi, per la calvizie e per il poetare al suo Berlusconi; ma che non ha mai cospirato contro di Lui e non si vestiva nel modo ridicolo del personaggio del film. Personaggio patetico, alla ricerca disperata di sesso facile, tanto da rischiare scandali, che invece non hanno mai interessato Bondi.

Lui, personaggio d'altri tempi.


Quello del tradimento è uno dei motivi principali del film numero uno. Si assiste infatti al periodo del Berlusconi ferito, fuori dal palazzo del potere occupato dai governi di centrosinistra. Alcuni suoi uomini credono a una sua uscita definitiva, sognando di sostituirlo come capo del centrodestra. Tra questi c’è anche una donna, Cupa Caiafa (Anna Bonaiuto), che per certi versi può ricordare la Santanché, per altri Giulia Bongiorno. Ma ripeto, sono solo alcuni caratteri ad emergere; è un gioco fuorviante provare a capire le somiglianze con la realtà, anche se viene naturale per chi conosce questa stagione politica ormai chiusa.

Già, chiusa. Ritengo chiusa l’esperienza di un Berlusconi leader, e questo film ne è la testimonianza. Loro 1 e Loro 2 lo imbalsamano, lo rendono un personaggio storico; un personaggio del passato, recente ma passato. Si capisce fin dal suo primo apparire, con questa faccia inceronata, lunga come quella di Totò, lo sguardo corrucciato. È un Berlusconi che medita e filosofeggia, tradito e solo, nella sua villa in Sardegna. Una villa dove domina pace e tranquillità; mentre non molto lontano si festeggia notte e giorno, tra ragazzine mezze nude, sostanze estasianti, alcool e musica pompante.


Lui dopo la festa.


È la festa di Sergio Morra, organizzata con Kira (Kasia Smutniak), donna un tempo molto vicina a Lui, ora allontanata. Sì, perché Lui deve fare il bravo e, prima di riconquistare gli italiani, riconquistare la moglie Veronica Lario (Elena Sofia Ricci), signora annoiata, e stufa di leggere sui giornali delle avventure del marito con ragazzine.
Nella villa, oltre a qualcuno della servitù (da citare l’immenso Dario Cantarelli, tuttofare mefistofelico di Lui), c’è Lei. Lei che legge libri contro di Lui, Lei che non sorride mai alle sue famose battute, Lei che medita di lasciarlo. Lei che fa un giro in barca con Lui, e che assiste all’esibizione di Fabio Concato, chiamato in villa a cantare Domenica bestiale, la loro canzone. Il film numero uno si chiude così, con questo colpo surreale alla Sorrentino, uno dei pochi del film. Un film apparentemente monco, un film da vedere con il numero due, altrimenti non avrebbe senso.

Lui, Loro e le altre Loro.


Loro 2 completa la prima pellicola, la rende importante; mostra un regista con una coscienza e con lucidità storica, belle trovate; un’idea di cinema personale come pochi, libero dal dover dimostrare qualcosa. Sarebbe impossibile vedere un film senza vedere l’altro, con il secondo si trova l’equilibrio mancante in Loro 1. In Loro 2 Berlusconi è al centro di tutto.

Toni Servillo (è lui Lui, non l’avevo ancora detto?) si sdoppia in due, dimostrandosi ancora una volta per quel grande attore che è. Nel dialogo tra Ennio Doris e Lui, entrambi interpretati da Servillo, si sentono molte verità. Su come è diventato importante Lui, sul vendere agli italiani un sogno, sul creare città inventate dal nulla, televisioni private in grado di rompere il monopolio RAI, sul comprare senatori per far cadere un governo e ritornare al potere. È proprio il banchiere Ennio Doris (nel film, non so se anche nella realtà) a suggerire a Lui di “comprare” sei parlamentari del centrosinistra per far cadere il governo: vendigli il tuo sogno. E lui lo fa, li chiama a rapporto nella sua villa in Sardegna, e li compra. Verità storica? Sempre negata, spesso proprio dal Pd, per far cadere la colpa della caduta di governo sulla sinistra radicale, invece...
Ma questo è solo uno degli episodi forti di Loro 2. Penso alle festine piene di belle signorine: Lui al centro della scena, che canta canzoni napoletane e Loro a fare il coro. Lui che si gode Loro mentre leccano gelati artigianali, Lui che regala gioielli a Loro. E ai margini qualche promoter (chiamiamoli così), come il pugliese del primo film, finalmente riuscito a entrare a corte.

Lui e Lei e il senso di un film su di Loro.


E la moglie? Veronica Lario in questo film annuncia di volerlo lasciare. Scena molto importante quella del litigio. Una gran prova d’attori quello tra Servillo e l’impeccabile Elena Sofia Ricci. È uno dei momenti più vibranti dell’intera pellicola, con dei dialoghi forti; credo presi dalla (presunta) realtà, da rivelazioni giornalistiche. Veronica Lario fa domande molto scomode al marito, più politiche di quelle degli avversari: sulle sue fortune iniziali, sui rapporti con l'allora potente Bettino Craxi, sull'esser andato a festeggiare il compleanno di una diciottenne napoletana durante un vertice internazionale, ma non solo. E Lui? Lui le ricorda da dove è venuta; le ricorda che anche Lei era una velina, anni prima. Perché si è così inacidita? Perché se la prende con Lui, Lei, attrice mediocre, diventata ricca e famosa proprio grazie a Lui?

Ecco, questo è un punto forte del film, se non il senso del film. Il senso del berlusconismo, del suo potere, è stato rappresentato molto spesso, per non dire sempre, dai personaggi mediocri, falliti, leccaculo che hanno fatto la fortuna solo perché c’era Lui. Come Mussolini, del resto. Politici e promoter (chiamiamoli così) campioni in piaggeria. Sorrentino questo dice. Lo dice con un ritmo sostenuto, stupendi numeri musicali, battute da antologia, memorabili canzoni napoletane cantate da Lui, molti personaggi riconoscibili più che nel film numero uno. In Loro 2 ci sono più scene surreali tipiche del suo cinema, ma neanche troppo; anche perché in questi ultimi anni la realtà ha superato di molto la fantasia.

E tu? Hai visto i due film? Conosci altri film di Sorrentino? Ti piace come regista? Dimmi la tua nei commenti.


*link affiliati (tutti gli altri link sono foto di scena)

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