lunedì 6 agosto 2018
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Fare Thee Well Tour: Joan Baez live – Verona, Teatro Romano.

Ho sempre visto spettacoli stupendi al Teatro Romano di Verona, sia musicali, sia teatrali, ma quello di ieri sera li ha superati tutti. C’era Joan Baez, un mito vivente, per una delle poche date italiane del suo addio alle scene. Detto così sembra triste, ma secondo i ben informati, sarà solo un addio ai concerti dal vivo, mentre continuerà a battersi con la scrittura e l’impegno diretto per le cause politiche e sociali che l’hanno sempre vista protagonista, dalla contrarietà alla guerra in Vietnam a quella a Donald Trump, giusto per sintetizzare.
Lei di certo non ha sintetizzato, durante la tappa in riva all’Adige del Fare Thee Well Tour. Salita sul palco alle 21,18 (solo 3 minuti il previsto) ha imbracciato la fidata chitarra acustica creando subito empatia con il numeroso pubblico grazie a tre suoi classici tra i quali la splendida Farewell Angelina. Altre emozioni con l’arrivo sul palco del figlio Gabriel Harris, alle percussioni; e di Dirk Powell, ottimo polistrumentista, che abbiamo visto destreggiarsi tra mandolino, banjo, violino, pianoforte, chitarre e non so che altro, con i quali ha eseguito canzoni tratte dal nuovo disco.


Whistle Down The Wind, nuovo disco uscito il marzo scorso, ritorno a un album in studio dopo dieci anni, del quale abbiamo sentito live la magica title-track, scritta da Tom Waits (e si sente), la struggente The President Sang Amazing Grace, (da sola voce/chitarra) sulla visita di Obama dopo la strage di Charleston nella quale un razzista uccise 9 persone all’interno di una chiesa gospel; il sciamanico canto per la terra Another World, scritto da Anohni di Antony and the Johnsons, dal vivo ancora più psichedelica. E poi Silver Blade, ballatona con banjo e percussioni liquide, per raccontare la storia di una donna che uccide un uomo che l’ha illusa e trattata come una preda conquistata. Pezzo scritto da lei assieme a Josh Ritter, presentato scherzando per cercare di sdrammatizzare, ma molto teso nelle sue drammatiche sequenze.

Brani nuovi in mezzo a pezzi storici quali la dylaniana It’s All Over Now, Baby Blue, che fa infiammare il pubblico, Diamonds and rust, che narra della sua relazione con Dylan stesso e quasi viene giù il teatro, Me and Bobby McGee di Kris Kristofferson, che va via liscia come dovrebbe. Pezzi da pelle d’oca, dove la Baez dimostra che a 77 anni suonati è ancora lei, con la sua voce, la sua personalità. Solo per alcune canzoni chiama accanto a sé la giovane e brava Grace Stumberg per cantarle a due voci.

Non sono mancati pezzi ancora più classicamente politici quali Deportee di Woody Guthrie, Darlin' Corey di Pete Seeger e Gracias a la Vida di Violeta Parra, con la quale ha chiuso il concerto. Ovviamente non si è fatta desiderare per il bis, che è stato ricco e ha accontentato il numeroso pubblico. Canzoni come C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones di Morandi (del quale, prima, aveva eseguito un’intensa Un mondo d’amore), quindi Imagine di Lennon, classica come ti aspetti, The Boxer di Simon & Garfunkel, con il teatro tutto a cantarla a squarciagola: Lie la lie, lie la la la lie lie/ Lie la lie, lie la la la la lie la la lie.

In coda, richiesta dal pubblico (ma era in scaletta) Here’s to You, Nicola and Bart, pezzo da pelle d’oca, scritto da lei e musicato da Morricone per il film di Giuliano Montalto Sacco e Vanzetti. Degna conclusione di un concerto davvero mitico, termine abusato ma qui ci sta tutto.


Qui potete ascoltare tutto l'ultimo album di Joan Baez Whistle Down The Wind.

Qui invece la data di giugno a Parigi del Fare Thee Well Tour di Joan Baez, concerto simile ma non uguale a quello di Verona.

E se vi è venuta voglia, ecco le prossime date:

  • 6 agosto Terme di Caracalla a Roma

  • 8 agosto Folkeast/Castello a Udine

  • 9 agosto Cortile dell'Agenzia di Pollenzo, Bra (Cuneo).

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