lunedì 5 novembre 2018
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Orto di ottobre: riassunto di fine mese.

La settimana scorsa mi sono decisa a considerare finito l'anno orticolo, e ho scritto un bel bilancio che comprendeva anche settembre. Significa che con ottobre nell'orto è cominciato il nuovo anno, e anche se Alli non sembrava troppo convinto, io ho scritto il bilancio di quest'anno nell'orto; e oggi riporto qui alcune pagine del diario di ottobre che, però, sembrano testimoniare l'ultima fatica di un anno non ancora concluso.

In realtà raccontano il nuovo inizio, con le nuove colture che ci accompagneranno per tutto l'inverno, la scorta da portarci in letargo, le riserve che non richiedono lavoro e... Chiamale come vuoi, oppure pensa liberamente che l'anno finisca il 31 dicembre, io mi limito a riferire.
(E qui ci starebbe bene una pernacchia)


Domenica 7 ottobre, luna calante


Tentativo estremo con le lattughe: le faccio germogliare come i germogli da mangiare (quelli di girasole comprati per prova stanno andando bene, perché non dovrebbe funzionare con la lattuga?). Che ideona!
Il tentativo è estremo perché ottobre è tardi per seminare le lattughe, anche la lattuga 4 stagioni* si poteva seminare solo fino a settembre (ma la luna calante è adesso!, protesto io a due giorni dalla luna nuova). La lattuga primaverile, naturalmente, non si semina in autunno, ma visto che anche queste sementi sono scadute nel 2017 (“vitalità garantita al 12/2017” dice la bustina), tentar, davvero, non nuoce. Sono semi con cui abbiamo già fallito seminando nel periodo giusto e che adesso dovremmo buttare, quindi perché non buttarli direttamente nell'orto?
Ieri abbiamo comprato la rete per proteggere i cavoli, se non piove la mettiamo oggi. Ne abbiamo fatto tagliare dieci metri così riusciamo a dividerla per coprire le due aiuole, ma forse ce ne servirà ancora.

Cavoli pronti per il trapianto in campo.

Ho deciso: metterò a bagno, per farlo germogliare in casa, anche il radicchio*. La bustina dice che i semi scadono nel 2019 (bene) e che si seminano da giugno ad agosto (va be'). Questi semi li abbiamo usati solo due volte. La seconda volta abbiamo imparato che tagliando il cespo alla base, le foglie ricrescono (la prima volta l'avevamo estirpato, sacrilegio!), ma solo la prima volta il radicchio è diventato rosso. Comunque ne avevamo mangiato per mesi, anche se non era la sua stagione (a questo punto mi sembra quasi logico che noi gli ortaggi da foglia non li mangiamo mai quando è stagione ma sempre dopo...)

Cavoli pronti per il trapianto in campo.

Ho cambiato idea, niente germogli in casa: i semi di lattuga puzzano di fritto, ma che schifo! In effetti solo quelli 4 stagioni* erano bio... ma cosa vuol dire questo odore?

Abbiamo trapiantato oggi i sei broccoli e otto cavoli neri più belli del nostro semenzaio, nell'aiuola 1 e nella 6, dove avevamo tolto i pomodori e aggiunto il compost pronto (che puzzava ancora di merda ed era ricoperto di mosche). Dopo aver pacciamato abbiamo messo gli archi di plastica per fare il tunnel con la rete tagliata a cinque metri di lunghezza per quattro di larghezza, così da arrotolarla bene ai bordi dove l'abbiamo fermata con i rami del vecchio ciliegio.
Il rettangolo copre anche l'aiuola 2 e la 5, da dove abbiamo tolto a mano le lumache, ripacciamato e chiuso il tunnel di rete con tronchi e pietre lungo i bordi.
I cavoli li abbiamo un po' innaffiati, e abbiamo deciso che il lunedì sarà il giorno in cui dar da bere all'orto, visto che in questo periodo serve meno acqua, ma comunque serve.

Cavoli trapiantati in campo e protetti con la rete.

Ps. Mi sa che domani compriamo le piantine di lattughe e di radicchio. I semi per l'anno prossimo invece li compro online*, farò un nuovo inventario.

Lunedì 8 ottobre, luna calante


Abbiamo comprato le piantine di lattuga (due varietà), di radicchio e di spinaci. Voglio comunque provare a seminare quei semi, per curiosità, ma domani inizio a trapiantare. Abbiamo preso anche un enorme crisantemo giallo e un aster violetto (però forse sono più piantine in un unico vaso). Devo cercare informazioni su di loro.
Per proteggere le piantine di verdure sino al trapianto le abbiamo messe in casa: non mi fido più di nessun insetto o altro animale, anche i più carini sono nostri nemici! A tal proposito, forse ci servirà un altro pezzo di rete e altri archi da tunnel. Nel negozio abbiamo visto una mini-serra come quella che avevamo, di plastica, ma più alta e più stretta: proprio della misura del nostro scaffale-semenzaio.

Martedì 9 ottobre, luna nuova


Ho iniziato dall'aiuola 2: era già pronta, già coperta dalla rete, mancavano solo le lattughine. Ho messo 8 delle gentiline bionde. La nona del gruppo non sapevo dove metterla, avrei dovuto togliere la menta, ma non ne avevo voglia. L'ho messa nell'aiuola 10.

Ho ripulito l'aiuola 8 dalle lumache e da qualche erba, un lavoretto rilassante. Il finto telo (la tenda azzurra) ha fatto il suo lavoro, quindi l'ho messo nell'aiuola 10 sulla lattuga che è sola soletta.

Dall'aiuola 7 ho tolto tutto, zucchine e fagioli, tranne la pianta più grande di zucchine, perché aveva una zucchina. Ho lasciato anche i 3-4 nasturzi* e qualche nuova calendula che ho scovato nel “sottobosco” delle piante di zucchina. Ho trapiantato fra questi fiori i 18 radicchi di Chioggia, su tre file. Sin dalla prima programmazione ho immaginato questa aiuola, la più grande, tappezzata di radicchi rossi! E dire che un tempo non mi piacevano nemmeno! E neanche adesso se sono troppo amari, ma mi piacciono... va be'.

Adesso però bastaa zucchinee! Questa è davvero l'ultima.

No, è questa l'ultima zucchina...

Finiti i trapianti ho coperto l'aiuola 8 e la 7 con la seconda metà della rete, in questo caso risultava un po' corta (ma tirandola bene l'ho fatta arrivare sino alla fine, e quando toglierò del tutto il mastodonte di zucchina non ci saranno più problemi). In compenso è molto larga, o sono queste due aiuole più strette. L'ho arrotolata ai lati, infilandola nelle fessure tra la bordura e il solco, che oggi ho un po' approfondito ai lati dell'aiuola 7 dove la bordura si era rovesciata. Questo metodo di infilarci la rete mi sembra un po' raffazzonato, e mi chiedo quanto sarà comodo, in generale, sollevare la rete per raccogliere foglie di radicchio o per qualsiasi altro motivo. Attorno all'aiuola 8 ho fermato la rete con pietre e tronchi, poi ho cercato altre pietre in cortile che ho messo sull'ultimo lato della 7.
I cavoli delle aiuole 1 e 6, sotto la rete, stanno benissimo: è bello ritrovarli dopo qualche giorno ancora integri.

Verze ancora un po' provate ma finalmente in salvo.

Le foglie magiucchiate dei cappucci non
ricresceranno, ma il cuore è salvo.

Ps. A pensarci bene, con questa storia dei semi sono un po' ostinata... li butterò nella compostiera e non ci voglio più pensare!

Mercoledì 10 ottobre, luna crescente


Abbiamo comprato un altro pezzo di rete che copre ben quattro aiuole . In realtà sono due molto grandi: l'aiuola 3 col prezzemolo e, adesso, lattughe e spinaci al posto dei cetrioli; e l'aiuola 4 con carote e cipolle e, adesso, le nostre bietoline.

Bietoline appena trapiantate in campo.

Le 16 bietole quasi non si vedono, talmente sono piccole: scompaiono fra la pacciamatura. Alcune hanno solo due foglie, altre tre-quattro ma piccoline. Qui nell'aiuola 4, dall'anno scorso c'è anche una bella calendula* gialla. All'estremità occupata da carote e cipolle (che occupano a dir il vero i due terzi dell'aiuola), sulle carote ho ritrovato i bruchi colorati, grossi, lunghi quasi 5 cm che anche l'anno scorso mangiavano le foglie delle carote. Siccome le foglie delle carote vogliamo mangiarle noi, il verdetto è stato unanime: dopo averli fotografati li ho lanciati al di là della rete, sul nostro stesso prato. Ora che ci penso, lanciarli non è una bella cosa, poverini. L'anno scorso, temendo chissà quale danno, l'avevo schiacciato sotto una pietra, che malvagia. Adesso mi sento un'assassina, uff.

Bietoline protette dalla rete e dalla pacciamatura.

Le lumache invece le abbiamo portate in carrozza: ammucchiate nella vaschetta di plastica dove erano le piantine comprate, hanno raggiunto il bosco dove le abbiamo lasciate libere di mangiare quello che vogliono. Però ho ucciso alcuni bruchi verdi, questi sì, e ancora non mi sento in colpa, perché ho visto l'anno scorso cosa fanno ai cavoli. Non sono però cavolaie, quelle che abbiamo visto oggi, sono larve di nottua, l'ho appena scoperto sul libro*, dove ho anche visto chi è il viscido verme bianco: è la larva del bacherozzo, che Alli ha visto, adulto, nell'aiuola in cui abbiamo trapiantato le lattughe rosse trentine, e che si nutre proprio di lattughe e radicchi! - e la larva l'avevo vista ieri proprio nell'aiuola dei radicchi! E le cimici rosse e nere che erano nell'aiuola delle verze, sono le cimici dei cavoli!
Sapevano tutti che programmi avevamo nell'orto? Stiamo passando dal naturale al sopranaturale?
Visto che c'ero, ho cercato sul libro* anche il bruco delle carote, ma non c'era. Buon segno, ma ero curiosa e l'ho cercato su internet: è la larva della farfalla macaone, che adora carote e finocchi. Domani controllo i finocchi!

Macaone sulle carote (ed era anche sui finocchi).

Le cimici dei pomodori sono quelle verdi o colorate (asiatiche) e sono le stesse che ora abbiamo in casa sulle finestre, brutte, marroni, sono le cimici allo stadio adulto (dopo essersi nutrite di teneri datterini per tutta l'estate, son cresciute bene). Le vedo sui vetri, e sento profumo di coriandolo ogni volta che apro le finestre: sono le cimici che, riparatesi sugli stipiti, rimangono schiacciate, sopratutto la sera quando è buio e non vedo cosa c'è e cosa non c'è sulla finestra (che oltretutto è dello stesso colore della cimice). Loro non capiscono che quando noi siamo lì è per chiudere la finestra, non sanno che devono spostarsi, o forse dormono già. Quando le troviamo già in casa invece le prendiamo e le lanciamo fuori.

Pronti a trapiantare: bietole seminate da noi, lattughe e spinaci comprati.

Nell'aiuola 3 ho trapiantato in tutto 20 lattughe tra gentilina e trentina e 9 spinaci, lasciando libera una striscia all'estremità dell'aiuola verso la siepe che già adesso ha meno ore di sole. Ho usato un pezzo di bordura per delimitare da quel lato dove l'aiuola era “aperta”; ho scavato il solco in un punto dove non avevo mai tolto le erbacce, quindi il dolore al braccio non mi è passato, mi è aumentato. Ho usato come archi per la rete due rami di poco più spessi degli archi in plastica: li avevo curvati a suo tempo, cioè quando erano giovani e morbidi, ma non ricordo più bene quando né come. Li ho messi a sinistra dell'aiuola 4 e a destra dell'aiuola 3, perché pensavo di coprire con la rete solo lì (non so perché pensavo così), invece ho coperto interamente entrambe le aiuole e sfruttato come sostegno l'arco di plastica all'estremità che condividono con le aiuole 2 e 5 (unico vantaggio dell'aver fatto le aiuole così attaccate fra loro).

Archi naturali per tunnel di rete.

Circa quattro-cinque spinaci li ho messi fra i radicchi nell'aiuola 7, una consociazione che volevo fare da sempre, ma i semi di spinaci non hanno mai collaborato attivamente. Con le piantine è più facile ottenere quello che vogliamo. Nell'aiuola 10, l'unica gentilina che avevo trapiantato l'altro giorno, e che non si era punto risentita della solitudine, ha ricevuto compagnia: ora quattro-cinque spinaci e altre tre gentiline riempiono metà dell'aiuola, coperti dalla tenda azzurra. Com'è bello ora l'orto!

Abbiamo tolto zucchine e fagioli dall'aiuola 7.

I radicchi nell'aiuola 7, protetti dalla rete.

Giovedì 18 ottobre, luna crescente


I fiori di calendula e tagete che avevo raccolto sono pronti per essere messi nell'olio. Non so che cosa voglio ottenere da questo esperimento in autunno, o forse sì: far memorizzare al mio corpo i movimenti per preparare i fiori, metterli a seccare, controllarli e scuoterli ogni tot giorni, ricordarmi dove sono e a cosa mi servono, preparare il vasetto eccetera. Ora staranno dentro l'olio per altri quindici giorni, sarà un oleolito blando e ridicolo, cioè senza principi attivi, ma l'estate prossima mi ricorderò di questa “abitudine” anzi, di questa “tradizione” che io ho di preparare “ogni anno” l'oleolito coi nostri fiori. Nascono così le abitudini e le tradizioni. Un modo di sfruttare le nostre capacità di coltivare, per coltivare sogni e idee anche fuori dalla terra.
E qui mi parte la risata diabolica uahahaha!

Calendula pronta da seccare, una prova con pochi fiori.

Tagete pronti da seccare: dopo 15 giorni li ho messi nell'olio.

Venerdì 19 ottobre, luna crescente


Ormai la luna non è più un problema, per noi. Nel senso che questo mese ce ne siamo a dir poco fregati. Quindi trapiantiamo oggi il crisantemo e gli aster solo perché non gli abbiamo dato da bere ogni lunedì come all'orto: messi lì vicino all'isola delle aromatiche sono stati scambiati per aromatiche, che vivono di nulla, invece no, questi sono crisantemi. Non solo non ho cercato informazioni su di loro, ma non li ho nemmeno trapiantati subito come avevamo detto che avremmo fatto sempre. Parole al vento.

Le arachidi non sono venute. Cioè sì, ma due-tre... in totale forse dieci fra tutte le piante. Nell'orto sperimentale abbiamo lasciato tutte le piante, vediamo se restano lì sino all'anno prossimo, in fondo la nocciolina sottoterra, se verrà, sarà già seme seminato per l'anno prossimo (o pie illusioni).
Alli comunque ha deciso di tenere per le prossime semine anche quelle dieci che ci siamo portate in casa. Almeno le piante sradicate adesso saranno nutrimento per l'orto.
In compenso abbiamo raccolto quattro meline.

Una delle nostre mele fuji.

Il nostro raccolto di mele fuji.

Martedì 23 ottobre, luna crescente


Dicono che il giorno prima della luna piena, il giorno di luna piena e il giorno dopo siano i tre giorni magici del mese in cui tutto si può fare: seminare, trapiantare, raccogliere. Noi non ci abbiamo mai provato. Oggi però abbiamo fatto un giretto nell'orto, e una delle carote mi sembrava proprio grossa, ho deciso di raccoglierla. Mi immaginavo già estrarre la carota come un trofeo e poi correre in casa, invece no.

Ci ho impiegato forse quindici minuti, mi sono imbrattata di terra sia i pantaloni che le maniche, Alli correva, sì, ma avanti e indietro per portarmi attrezzi utili all'operazione, e nonostante l'accortezza di non tirare sono riuscita a spezzarla. Per la precisione ho spezzato il ciuffo, già al primo tiro: e chi poteva immaginare che la carota fosse incollata al terreno! Poi dopo tanto scavare, quando credevo di aver scavato fino in fondo e ho tirato, ho spezzato la punta. Infine, nel tentativo di liberare la punta della carota dalle profondità della terra (non dissodata), ho spezzato in due anche la punta. Va be', alla fine ce l'ho fatta e mi sono meritata una doccia per togliermi terra e sudore di dosso che neanche in estate mi riducevo così!
Per togliere le altre mi prendo un paio d'ore.

La prima carota del nuovo anno!

Mercoledì 31 ottobre, luna calante


Le bietoline sono cresciute di uno-due centimetri, che belline!
Dai cavoli qualcuno ha mangiato le foglie, non sappiamo chi, ma Alli ha immaginato come: la rete è bassa su alcune piantine ai lati delle aiuole, quasi le sfiora, e Alli pensa che qualcuno, posandosi sulla rete sopra le foglie le abbia raggiunte attraverso le maglie. Abbiamo messo dei bastoncini che tengono sollevata la rete, e abbiamo tolto anche qualche lumachina che gironzolava (si fa per dire) sotto la rete, perché forse finché le foglie dei cavoli sono tenere, non disdegnano nemmeno loro.

L'orto, e le reti, comunque hanno ben resistito alla bufera di vento e forti piogge di sabato e domenica. Siamo soddisfatti. Dalla finestra vedevamo la rete reggere alle folate e non eravamo preoccupati per queste, ma semmai per le tenere piantine sotto la pioggia, ma ci siamo ricreduti dopo il giro di oggi. Grazie alla pacciamatura le radicine sono salve e forse grazie alla rete anche le foglie non sono state colpite troppo. Nessuna di loro può dire di avere sete.

Per terra invece ci sono tante olive. Abbiamo restituito la rete che ci avevano prestato per raccoglierle, perché a questo punto si può fare a mano.
Le carote sono molto grosse, oramai le raccoglieremo a novembre, assieme alle restanti olive. Intanto il nasturzio è fiorito.

Il nasturzio è fiorito, per dare un po' di colore alle insalate.

L'orto di ottobre è solo l'inizio.

Come ho già ripetuto più volte: si ricomincia. Nell'orto abbiamo cavolo nero e broccolo (seminati da noi); finocchi e lattughe di due varietà (comprati), radicchio e spinaci (comprati); bietoline (seminate da noi, e sappiamo che loro sono lente); infine cipolle e carote seminate mesi fa, in estate. Questo è il nostro orto di ottobre e del nuovo anno (hai letto il mio bilancio di fine anno?), protetto da una rete anti-insetti che sembra utile anche contro certe intemperie. Bene.

Questo è anche il periodo dell'anno in cui io, indipendentemente dall'orto, entro in fibrillazione per i buoni propositi per l'anno nuovo, per la nuova agenda e per il periodo di riposo che mi aspetta. Questo, a dir il vero, l'ho imparato dalla natura con l'orto; ma se ci penso, quando lavoravo, i "periodi morti" in negozio erano novembre e gennaio, quindi aggiungerci dicembre non dovrebbe essere difficile. Non per noi che non festeggiamo il natale, almeno.

Sto lavorando, come ogni anno, alla mia nuova agenda, che ogni anno vorrei diversa per poi rifugiarmi nella solita perché solo con lei mi trovo bene. E se nel 2018 è fallito il tentativo di tenere un'agenda-diario in un quaderno ad anelli, quest'anno ci voglio riprovare con i fogli giusti e tutte le pagine giuste. Ecco perché continuo a dirti che presto arriveranno le novità legate all'agenda-diario dell'orto in pdf che puoi scaricare gratuitamente se ricevi già le nostre Lettere dall'orto. Una prima novità sarà che ti mostrerò tutta l'agenda in anteprima, se non con la luna nuova, con la luna piena di novembre: dipende da quanto profondi saranno su di me gli effetti dell'autunno!
Per saperne di più su Lettere dall'orto leggi qui, se sai già tutto aspetta e spera.



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