venerdì 2 novembre 2018
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Bilancio 2018: un anno nell'orto biologico di Elle e Alli.

Bilancio 2018 dell'orto biologico di Elle e Alli
Ho sentito forte a settembre la voglia di fare un bilancio dell'orto, ma alla fine non l'ho fatto. A ottobre abbiamo comprato le nuove piantine e mi sono resa conto che non era finito proprio nulla, anzi, si ricominciava. Allora mi sono chiesta: i cavoli, i finocchi, i radicchi sono le ultime colture dei quest'anno o sono le prime del prossimo?
Il nuovo anno inizia coi cavoli in autunno? O devo considerare i cavoli appena trapiantati come l'ultima nostra fatica nell'orto 2018? Non so come finirà con loro, però mi ricordo come è finita con quelli dell'anno scorso; per questo, ripensandoci, ho deciso che il bilancio dell'orto del 2018 lo faccio adesso, e partirà dall'autunno del 2017, cioè da quando abbiamo trapiantato i cavoli che abbiamo mangiato quest'anno, il nostro primo raccolto del 2018.

L'autunno nell'orto.


Nel 2018 io e Alli siamo riusciti a seguire meglio le stagioni, anche perché abbiamo ben collegato la vita nell'orto con le ricette in cucina. Ecco perché ricordiamo l'inizio del 2018 come la stagione dei cavoli e delle lattughine: non mangiavamo altro!
La stagione dei cavoli, intesi come coltivazione, era iniziata con la semina a fine estate, ma abbiamo capito presto che agosto è troppo tardi, qui da noi, per seminare i cavoli! Se le tabelle delle semine dicono tutte la stessa cosa, non significa che dobbiamo prenderle alla lettera. Qui da noi a settembre piove sempre, punto. Piove ogni anno, più o meno quotidianamente, e le semine ne risentono. Verso ottobre si vede più chiaramente che le giornate sono più corte, le temperature leggermente più basse: c'è il sole ma anche la brina al mattino e la notte è umida. Queste cose contano, se sei un ortaggio che se ne sta all'aperto ventiquattr'ore su ventiquattro. Lungi dall'avere delineato una regola, io e Alli ne abbiamo preso atto, per non farci fregare anche quest'anno dai caldi colori autunnali.

Orto biologico di Elle e Alli: attirare le api
Quella che noi chiamiamo vite turca: una meraviglia rossa.

Orto biologico: consociazione con fiori
Cavoli e calendule l'8 ottobre 2017: i nostri fiori all'occhiello.

Ma come è potuto succedere che proprio l'anno scorso, quando sì, di orto biologico ne sapevamo meno di quest'anno, ma proprio per questo eravamo molto più presenti e più attenti, come è potuto succedere che la situazione ci sia sfuggita di mano? È presto detto: sulla mia agenda dell'orto, il programma diceva che avremmo dovuto seminare in tempo per avere le piantine pronte al momento di sgomberare le aiuole dalle coltivazioni estive. Purtroppo non avevo previsto che le coltivazioni estive (le melanzane per prime) non avrebbero avuto nessunissima intenzione di sgomberare il terreno. Sono fiorite e hanno dato frutti, benché più piccolini, ancora fino a tutto ottobre!

Orto biologico: biodiversità tutto l'anno
Ottobre 2017. Sotto il telo grande: bosco di melanzane.
Sotto il telo piccolo: lattughine. Fra i due: bosco di rucola.

Orto biologico: melanzane sino a novembre
Abbiamo tolto tutte le melanzane il 13 novembre 2017.

Quindi una regoletta c'è, e l'abbiamo imparata già l'anno scorso:

Anche se le piante non hanno finito di produrre, non solo si devono seminare le piantine successive, ma quando queste sono grandi si devono togliere i vecchi ortaggi dall'aiuola, preparare il terreno, e trapiantarci le nuove piantine, senza lasciarsi commuovere.

Pensandoci, infatti, io e Alli ci siamo resi conto che se lasciamo che la natura segua il suo corso, solo in pieno, pienissimo inverno, la pianta morirà del tutto. Qualcuna con qualche fiore avvizzito, altre con frutti mezzo marci, altre ancora del tutto spoglie ma apparentemente vive: per tutte queste la fine arriverà, che noi lo vogliamo o no (sono pochissimi gli ortaggi biennali). Quindi, visto che il nostro orticello non è una riserva naturale di ortaggi, ma è un orto biologico in cui rispettiamo la natura, va bene, ma per mangiare ortaggi il più naturali possibile, non per guardarli morire, ecco che ci siamo sentiti autorizzati, quest'anno, a togliere piante che sembravano ancora nel pieno della loro vitalità, per fare spazio alle nuove piantine. Ma alla fine dell'estate 2018 ci arriverò più avanti.

Orto biologico: riposo autunnale
Nelle giornate uggiose il messaggio era più chiaro: riposo.

Orto biologico: usare il tessuto non tessuto
Il limone incappucciato col tessuto non tessuto bianco.

Orto biologico: il raccolto di novembre 2017
Raccolto di novembre 2017.

Orto biologico: il raccolto di dicembre 2017
Raccolto di dicembre 2017.

L'inverno nell'orto.


La stagione invernale è l'unica in cui l'orto sembra vuoto per sua natura, perché gli ortaggi che non muoiono vanno in letargo. Tra il 2017 e il 2018 ci sono state qui da noi due piccole nevicate e il nostro orto è sopravvissuto. A gennaio nell'orto c'erano i cavoli (verze, cavolo nero e cavolfiore verde, rucola!), ma anche lattughine che avevo seminato a spaglio quasi per scherzo, qualche timido radicchio e diverse bietole, sia seminate da noi che comprate da trapiantare.

Orto biologico: lattughe seminate a spaglio
Tenere lattughine, ottobre 2017-febbraio 2018.

Queste piantine, anche se erano minuscole (come le lattughe - lattughine, appunto), hanno sopportato benissimo il freddo inverno. Qui da noi non ci sono vere e proprie gelate, raramente si arriva allo zero, forse la notte un po' più spesso, non lo sappiamo con certezza. Eppure di giorno, durante i nostri giri nell'orto, non abbiamo mai notato sofferenza nelle piantine.

Orto biologico: verze attaccate dai bruchi
Dicembre 2017. Verze con foglie esterne smangiucchiate.

Tra dicembre e gennaio, inoltre, anche l'unico problema dell'autunno-inverno è sparito, grazie al freddo: gli insetti parassiti (vedi foto sopra). Anche molti animaletti, infatti, o vanno in letargo o muoiono, e se c'è freddo non si fanno più vedere fino ai primi tepori primaverili. In inverno, nell'orto tutto tace. Che ci sia il sole o no il terreno è troppo freddo anche solo per toccarlo, le piantine sono sempre umide di brina, l'umidità è ovunque. Le piante perciò se la cavano da sole. Abbiamo visto che la pacciamatura è utile anche per proteggere le piantine dal freddo, perché copre le loro radici, più delicate rispetto alla pianta vera e propria che, comunque, sta sempre all'aria aperta ed è più allenata a sopportare il bello e il cattivo tempo. Ciò non toglie che una nevicata vera o una bufera di vento o altre intemperie violente potrebbero rovinare completamente l'orticello, ma a noi non è successo.

Orto biologico: la neve fa parte del ciclo
11-12 dicembre 2017. Sotto i tunnel radicchi e lattughine, fuori la rucola.

Orto biologico: la neve fa parte del ciclo
Cavoli neri, cavolfiori, verze, broccoli e bietole sotto la neve.

Tra i nostri preferiti abbiamo cavolo nero, rucola e lattughe, che ci hanno sfamati una foglia dopo l'altra per tutto l'inverno. Al terzo posto una o due bietole più coraggiose.
Quest'anno, inoltre, abbiamo fatto di tutto per azzeccare il momento giusto per seminare l'aglio: terreno non gelato, ma nemmeno temperature troppo miti, luna calante. Ci siamo riusciti il 10 febbraio, quando abbiamo seminato anche cipolle, patate e altre bietole (queste in semenzaio).

Nebbia nell'orto biologico di Elle e Alli
Fino a febbraio l'immagine più frequente dell'orto invernale è questa.

La primavera nell'orto.


Che lo si voglia ammettere o no, questa è la stagione più bella dell'anno. Senza nulla togliere alle altre stagioni (a me piacciono tutte), a primavera cambia l'aria, cambia la luce, cambia la natura, cambia l'umore. È un vero e proprio risveglio, anche involontario, e bisogna essere ostinatamente concentrati sulle proprie sfighe quotidiane per non percepirlo.

Orto biologico: primi germogli di primavera
Aprile 2018. Primo ravanello e prima cipolla.

Orto biologico: primi germogli di primavera
Aprile 2018. Prima patata.

I primi a svegliarsi, secondo me e Alli, sono gli insetti, soprattutto i più invadenti. In primavera può piovere (e da noi piove eccome), ma le formiche ci fanno sapere che l'inverno è finito definitivamente, vengono addirittura in casa a dircelo! Le api sono ovunque, anche quando i fiorellini sbocciati sono pochissimi, si sente il loro ronzio quotidiano. Gli uccellini cantano dalla mattina alla sera. I broccoli, che ancora non erano maturi, saltano questa fase a pie' pari e fioriscono come se fossero alla fine del loro ciclo vitale.
I cavoli, quindi, ci hanno insegnato un'altra cosa sull'orto biologico:

Gli ortaggi seguono un ciclo che portano a compimento nei tempi e nelle temperature loro proprie. La natura segue il suo corso, sia che facciamo tutto in anticipo sia che siamo in ritardo con tutto, cioè: nel bene e nel male. In un orto biologico non ci sono date precise né fasi da manuale, c'è solo la natura e noi siamo meri garzoni.

Abbiamo capito che seminare i cavoli per tempo significa dare all'ortaggio il tempo di svilupparsi al suo ritmo prima dell'inverno. In questo modo non solo sarà abbastanza grande per sopportare il freddo, ma avrà anche lo sviluppo giusto per dare i suoi frutti prima dell'arrivo della primavera, quando per sua natura fiorirà, sostenuto dalle temperature più calde.

Orto biologico, i cavoli: fioriture non previste
Aprile 2018. Nell'orto svettano i fiori gialli dei cavoli.

Oltre a radicchi e bietole, quindi, all'inizio della primavera non abbiamo mangiato solo cavoli belli grossi (verze e cavolo nero), ma anche cavolfiori e broccoli più piccoli e malformati e i loro fiori! Ed è stata una bella sorpresa, per noi che mangiamo volentieri anche erbe spontanee e fiori di prato, scoprire che i fiori dei cavoli sono commestibili: si usano come qualsiasi altra erbetta spontanea nei soffritti, nei risotti, nelle insalate, nelle frittate.

L'orto biologico di Elle e Alli si ingrandisce
Splende il sole. Tolto il ciliegio abbiamo ingrandito l'orto.

L'orto biologico di Elle e Alli: primi lavori di primavera
Primi caldi, primi lavori (veri) nell'orto, prime erbe rigogliose.

L'orto biologico di Elle e Alli: nuove aiuole rialzate
Nuove aiuole nell'orto di Elle e Alli.

Caldo e freddo: dalla teoria alla pratica.


Proprio per via delle temperature più calde, in primavera si semina e noi l'abbiamo fatto. Abbiamo seminato come matti, ma niente, nulla è nato. Allora abbiamo seminato di nuovo, ma ancora nulla, passavano i giorni, le settimane, e non germogliava nulla. Non so bene cosa dire a proposito di queste semine: il semenzaio era dentro casa, ma non potevamo dire che dentro casa ci fossero venti gradi costanti. Era questo? E perché dico venti gradi, che è solo una media? Abbiamo seminato tutti i semi conservati dall'anno scorso (pomodori di tre varietà, melanzane, peperoni di tre colori diversi e pure peperoncini) e anche piselli, fagioli, cavolo cappuccio. Solo gli ultimi tentativi in ordine cronologico sono andati a buon fine. O erano i primi?

Orto biologico: la temperatura di semina è importante
Sono bietole, sì, ma quale delle due semine è germogliata?

Ecco una cosa che io devo assolutamente tener presente l'anno prossimo, se voglio capirci qualcosa: è meglio non seminare una seconda volta negli stessi vasetti in cui la prima volta non è nato nulla, altrimenti non saprò mai quale delle due semine è quella che, a primavera inoltrata, è finalmente germogliata. Ho capito cosa avevo combinato quando in un vasetto in cui avevo seminato bietole (non nate) e poi zucchine (mi pare), sono nate sia bietole che zucchine (o erano meloni?). Ho imparato anche a mettere le etichette ai vasetti, non per sapere cosa è nato (appena sarà cresciuta la piantina diventerà riconoscibile dalla forma delle foglie), ma cosa non è nato, cosa devo seminare di nuovo finché sono in tempo.

Alla fine della primavera, qui da noi il caldo era effettivo, e da allora in poi tutto è andato a meraviglia: meloni, cetrioli, zucche, zucchine, tutto è germogliato e cresciuto.
Una decisione importante che abbiamo preso in primavera è stata quella di comprare uno scaffale di metallo da usare come semenzaio e, dopo, di portarlo fuori casa. Non siamo sicuri al cento per cento che i problemi di muffa in casa siano stati colpa della respirazione delle piante, ma sicuramente in primavera c'è più caldo fuori che dentro casa nostra (abbiamo una casa molto fresca). All'aria aperta, lo scaffale carico di vasetti di piantine in crescita è rimasto al sole, protetto da un telo di tessuto non tessuto; ma un semenzaio non ci serve in estate, ci siamo detti io e Alli dopo l'ennesima semina, ci serve in inverno. Per questo abbiamo deciso di comprare, l'anno prossimo, una mini serra in cui mettere lo scaffale nei mesi più freddi!

Orto biologico: il semenzaio a primavera è vivo!
Maggio-Giugno 2018. Finalmente è primavera anche nel semenzaio!

Nonostante tutto l'incertezza è rimasta, ma abbiamo presto collegato la sensazione di confusione al clima incerto: media o no, la temperatura di marzo i venti gradi non li ha mai raggiunti e a maggio ha piovuto sedici giorni su trentuno; e forse è colpa anche dei semi che avevamo conservato noi dall'anno scorso o, per meglio dire, al nostro metodo di conservazione: “luogo fresco e asciutto” non ci è mai venuto in mente.

L'estate nell'orto.


Ad un certo punto io e Alli abbiamo dovuto prendere atto di una cosa: l'orto biologico se la cava anche senza di noi. È vero che in estate arrivano agli ortaggi minacce da tutte le parti (afidi, cimici, lumachine) e che se piove troppo l'orto non è affatto felice di venire innaffiato così abbondantemente, ma l'esperimento del 2018 è ben riuscito, direi.
Ammetto che non è stato un esperimento programmato, anche se la curiosità io ce l'avevo già dall'anno scorso. Ma considerato quanto mi sono rivelata apprensiva nei confronti dell'orticello sia l'anno scorso che quest'anno mentre eravamo in vacanza a giugno, non mi spiego come io sia riuscita davvero a lasciar fare alla natura il suo corso, intervenendo nell'orto il minimo indispensabile.
Ecco cosa ho fatto in tutta l'estate: seminato, travasato e trapiantato, tolto qualche erbaccia (e sottolineo qualche) e pacciamato come se non ci fosse un domani; ho anche guardato con fastidio le cimici di vario colore (sono quelle asiatiche) che affollavano la superficie di ogni singolo pomodoro (quando i pomodori si sono decisi a nascere). Mi sono pure chiesta da dove cavolo arrivano tutte queste formiche e quante specie ne esistono, e dove mettono tutto quello che raccolgono e cosa fanno nel tempo libero, se hanno tempo libero. Insomma, abbiamo lasciato fare alla natura, senza accanirci contro gli insetti come l'anno scorso.

Orto biologico: a luglio è di nuovo rigoglioso
Luglio 2018. L'orto è di nuovo rigoglioso
nonostante a giugno noi fossimo in vacanza.

Ho notato, ma era proprio evidente, che i fagioli sono nati, cresciuti, fioriti, ma i baccelli erano pochi e sfigati, sia dei borlotti che dei fagiolini; subito mi sono tornati in mente quegli sfigati dei piselli, legumi anche loro. Ho accarezzato come fossero la mia coperta di Linus le piantine di lenticchie, che avevo seminato solo per nutrire il terreno dell'aiuola in cui intendevo coltivare i finocchi. Ho seminato direttamente in campo, e senza alcun risultato, finocchi, lattughe, spinaci, radicchi.

Orto biologico: la biodiversità nutre gli ortaggi
Giugno 2018. Fagioli rampicanti bassi come zucchine, e zucchine già prolifiche.

Nemmeno Alli ha avuto sorte migliore con altre colture a cui lui teneva tanto, ma con una differenza: peperoncini, zucche, arachidi sono germogliati, cresciuti, pure fioriti in alcuni casi, ma in quanto a frutti sono rimasti allo 0,0001%. Solo le arachidi, infatti, hanno dato qualcosa (dieci noccioline), ma Alli ha saggiamente deciso di conservarle per seminarle l'anno prossimo. Ma è davvero una decisione saggia, o saranno semi deboli, perché nati da piante deboli? Questo dilemma dei semi è quello che ci ha tenuti impegnati per tutta l'estate.

Orto biologico: i cetrioli e le cipolle
Dopo le zucchine, un altro grande successo di Alli: i cetrioli!

Chi semina prima o poi raccoglie.


Il bello dell'estate è che a turno tutti gli ortaggi iniziano a dare frutto. Mangiati finalmente tutti i radicchi e le bietole, che ci facevano compagnia da quasi un anno; e rinunciato per un po' a seminare lattughe e carote, ci siamo concentrati sul mangiare. Abbiamo avuto zucchine e cetrioli a non finire, i meloni!, e finalmente i pomodori, a partire dal pomodoro a grappolo seguito lentamente ma inesorabilmente dai cuore di bue.
Abbiamo raccolto anche le verdure seminate in pieno inverno: aglio, cipolla e patate; quest'anno abbiamo aspettato di vedere davvero la pianta ingiallire e seccarsi, prima di fiondarci a scavare con mani impazienti.

Orto biologico: il raccolto di agosto 2018
Agosto 2018. Dice Alli: un orto senza cipolle non è un orto.

Abbiamo imparato che le piante più deboli non vanno nemmeno trapiantate nell'orto, è uno spreco di spazio, semmai si usano per pacciamare. Se invece la debolezza si presenta più tardi sul campo, non si deve rinunciare del tutto a quella pianta, perché finita la produzione delle piante più forti entrano in gioco le piccoline. In varie aiuole abbiamo assistito a un cambio turno in piena regola, ma non è successo così con tutte.
I pomodori datterini sono stati le vittime prescelte di cimici e malattie varie; dei quattro peperoni trapiantati solo due hanno dato frutti, tardi e male, eppure anche da loro abbiamo capito qualcosa:

Nell'orto biologico bisogna avere pazienza. Non tutto nasce e cresce in una notte, anzi questa è l'eccezione, non la regola: la normalità è una lentezza languida ma inesorabile, perciò non bisogna avere fretta di raccogliere, né di destinare ad altro un'aiuola o un vasetto in semenzaio in cui non è nato nulla.

Una sorpresa in questo senso ce l'hanno fatta le carote ad agosto; e ora abbiamo già raccolto le prime, grossissime e gustosissime, a soli quattro mesi dalla semina, dopo aver passato il 99% di questo tempo in ansia per queste carote che non erano nate. Più che a gestire un orto biologico, quindi, mi serve esercizio per gestire le paranoie ;o)

Orto biologico: a settembre cipolle, carote e ancora portulaca
Settembre 2018. Le carote crescono!

Si chiude un ciclo.


Alla fine dell'estate, mentre io e Alli borbottavamo sui ritardi di certi ortaggi (o del clima, addirittura), improvvisamente ci siamo resi conto che rischiavamo di essere in ritardo anche noi! È così, purtroppo, è lento anche il nostro ingresso nel ritmo della natura: non l'abbiamo ancora fatto del tutto nostro. Perché non viviamo solo dentro l'orto e i compartimenti non sono stagni. Qualcosa passa sempre e ci fagocita.

Orto biologico: a settembre si chiude un ciclo e se ne inizia un altro
Settembre 2018. Nell'orto di Elle e Alli si ricomincia.

Ma è bello vedere come e quanto siamo cambiati anche quest'anno. Non tanto per l'esperienza o i risultati, bensì per lo spirito con cui affrontiamo questa avventura non catalogabile, il modo in cui ci poniamo nei confronti non di un essere inferiore da capire e governare, ma di un essere superiore che in fondo non capiremo mai, che ci scombina i piani, che ci sorprende, che ci affascina e un po' ci spaventa, sopratutto se decidiamo di non fare i prepotenti, di abbassare la cresta e rivedere la nostra posizione. Parlo della natura naturalmente, perché è lei che governa un orto biologico, noi possiamo comprare i semi e seminarli, possiamo stabilire dove semineremo cosa, e possiamo costruire muretti, mettere bordure e reti e canne, possiamo togliere piante, spostarle o buttarle, fare strage di animali molesti eccetera, ma...

La natura è più grande di noi e più esperta.

E dopo questa perla di saggezza da far paura, io e Alli possiamo chiudere questo anno di orto con grande soddisfazione per le vecchie e le nuove colture, per i risultati concreti e per ciò che abbiamo imparato e che metteremo in pratica l'anno prossimo... a partire da questo ottobre ormai finito (credo che scriverò presto il riassunto di fine mese).

Intanto, se vuoi ricevere le nostre Lettere dall'orto ho già aggiunto il nuovo regalo che riceverai all'iscrizione, il calendario lunare del 2019, visto che ormai il 2018 è finito. Trovi comunque il calendario del 2018 e tutti gli altri pdf in omaggio nella pagina dell'orto segreto di cui riceverai la chiave appena ti iscrivi a Lettere dall'orto: leggi qui come funziona la nostra newsletter.
Se invece ricevi già le nostre Lettere dall'orto e hai addirittura risposto alla nostra richiesta, dandoci il tuo parere sull'agenda-diario dell'orto, be' aspetta e vedrai, mancano solo pochi giorni.

L'agenda-diario è utile per programmare un orto biologico
Agenda-diario dell'orto rilegata a mano.

Buoni propositi per l'orto 2019.


A ogni bilancio che si rispetti corrisponde un elenco di buoni propositi, anche in un bilancio dell'orto biologico! Partiamo da quello che non abbiamo fatto, ma che avremmo voluto, e arriviamo a ciò che abbiamo fatto e vogliamo rifare ancora e ancora:

  • non lasciar scadere i semi comprati
  • conservare meglio i semi conservati da quest'anno
  • non usare gli stessi vasetti con la stessa terra per diverse semine
  • non farsi prendere dal panico se una semina non germoglia, se una pianta cresce lentamente, se il programma sembra non andare dove vorremmo
  • non aspettare troppo prima di cambiare un programma che non è andato come volevamo ;-)
  • comprare in tempo i nuovi semi (es. aglio) o, per gli ortaggi più difficili (es. spinaci), le nuove piantine - altrimenti che senso ha fare l'inventario dei semi e la programmazione dell'orto?
  • non perdere d'occhio la tabella delle semine - altrimenti che punto di riferimento è?
  • ricordarci di seminare i fiori (cioè i fiori diversi da calendula, tagete e borragine)

  • coltivare di nuovo tutti gli ortaggi del 2018; avevamo messo in lista per quest'anno: arachidi, bietole, spinaci, radicchio, lattuga, broccolo, cappuccio, cavolo nero, verza, ravanelli, rucola, fagioli, fagiolini, lenticchie, piselli, ceci, aglio, cipolle, porri, carote, finocchi, sedano, melanzane, pomodori, peperoni, patate, zucchine, songino. Inoltre basilico e prezzemolo. Se le coltivazioni in rosso sono andate male, possiamo consolarci con meloni e cetrioli non previste ma riuscite, e con quelle riuscitissime (verza, radicchio, cipolle, patate, pomodori, zucchine, rucola, cetrioli)
  • ritentare anche con le zucche
  • tenere regolarmente un diario dell'orto anche nel 2019
  • non essere apprensivi, troppo presenti, paranoici ma goderci l'estate anche se c'è tanto da fare: l'orto non è un lavoro da fare subito, e nemmeno un lavoro
  • andare più spesso a leggere nell'orto (e comprare per tempo lo spray corpo antizanzare* e gli incensi all'olio di neem*)
  • comprare solo semi biologici*, quando li compriamo

Buoni propositi per l'orto di Elle e Alli 2019
Senza nuovi buoni propositi, il bilancio di fine anno non ha senso.


(*link affiliati)

2 commenti:

  1. Come sai concordo con te sulla primavera e le stagioni calde come le migliori, piene di vita, sole, calore, ma non riusciremmo a apprezzarle così senza le altre, brutte, fredde e cattive, che però sono utili a tutto il ciclo, come dimostra questo post completo.

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    1. La natura ha pensato a tutto: la bellezza dopo i giorni grigi, il riposo invernale dopo la fervida attività estiva :)

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